martedì 28 febbraio 2017

Alla galleria Res Publica ha inagurato la mostra Analitica - Mente

La galleria d'arte democratica Res Publica ha aperto il nuovo anno con la mostra collettiva AnaliticaMente, inaugurata sabato 11 febbraio 2017 alle ore 18.00, potrà essere visitata fino a domenica 12 marzo.


L’esposizione riunisce diverse opere di alcuni dei principali esponenti della Pittura Analitica e alcuni outsider dell’epoca, influenzati direttamente o indirettamente da queste nuove ricerche. A queste si aggiungono un paio di proposte contemporanee di artisti emergenti che seguono da vicino, attualizzandoli, i dettami dei propri maestri. Sono molte e varie le opere in mostra: un imponente trittico dell’artista sarda Rosanna Rossi, precedentemente esposto alla Pinacoteca di Oristano, si scorge già dalle vetrate dello spazio espositivo, proprio di fronte alla Reggia di Venaria. Seguono alcune opere di Giorgio Griffa, un cemento e un multigum di Enzo Cacciola, una tela e una carta di Riccardo Guarneri, una grande scultura metallica di Paolo Cotani, un dittico di Carmengloria Morales, una grammatura di colore di Elio Marchegiani, un lavoro tardo di Gianfranco Zappettini. A queste si aggiungono quattro cartoni di Paolo Masi, un artista che, pur non rientrando a pieno titolo nel movimento ha anelato a una ricerca che comprendesse la pittura nei suoi fondamenti. Chiudono la mostra le nuove proposte di Greta Grillo e Piero Enrico Lombardo. 


Un’ampia panoramica – successiva alla collettiva Pittura Analitica. Ricerca Anni Settanta curata da Luca Beatrice e organizzata dalla galleria venariese nel novembre 2015 – consentirà al visitatore di immergersi completamente nell’atmosfera dell’inizio degli anni Settanta quando la pittura veniva data ormai per morta. Una rivoluzione silenziosa portata avanti da alcuni esponenti, in particolar modo italiani, che andarono a comporre un gruppo caratterizzato da radicato individualismo ma capace di identificare il grado zero della pittura da cui ripartire. In questo modo sondarono tutte le infinite possibilità e gli elementi costitutivi del mezzo pittorico: il colore, il supporto, il materiale, il processo e lo spazio divennero i temi centrali. Una ricerca in aperta opposizione alle sperimentazioni precedenti e proprio per questo costretta a una riscoperta della critica e del mercato tardiva. 

Analitica - Mente 12 febbraio – 12 marzo 2017
Inaugurazione sabato 11 febbraio ore 18.00 
Ingresso: libero 
Orari: giovedì - domenica 10.00/13.00 – 15.00/19.00 
Web: www.respublicagalleriadartedemocratica.it 
Email: info@respublicagalleriadartedemocratica.it 
Tel/Fax: +39 011 / 45 93 335 Piazza della Repubblica 1/E – Venaria Reale (TO)

sabato 8 ottobre 2016

DE CHIRICO SHOCK: ESPOSTO DAL BARBIERE


Per la prima volta una mostra interamente svolta non in un  museo, ne in galleria ma bensì da un barbiere.


Non è uno scherzo, Giorgio De Chirico, Tano Festa e Nicolò Tomaini sono i protagonisti della mostra ABBASSANDO GLI OCCHI AL CAOS MODERNISTA.

L'idea è nata dal grande estimatore d'arte Remigio Morelli in collaborazione con l'assessore alla cultura di Olginate Davide D'occhio.
Morelli vuole lanciare una provocazione, l'arte può essere fatta e fruita da chiunque, anche da dei privati. 
Soprattutto se i nomi presenti sono i più importanti del panorama artistico del Novecento e del Contemporaneo. 

La mostra sarà visibile presso L'estro di Remigio Morelli, ad Olginate in provincia di Lecco. Il 15 ottobre dalle 21.00 di sera. L'evento, unico, sarà solo per una notte.



ABBASSANDO GLI OCCHI AL CAOS MODERNISTA.

A cura di Remigio Morelli e Alessia Formaggio presentazione del prof. Giovanni Piatti

"L'arte ha il compito di affilare e affinare le qualità dell'essere umano" emilio Isgro'.

"Con la cultura non si mangia" Giulio Tremonti.

"Quello che dovrebbero fare le istituzioni lo fa il povero barbiere..." Remigio Morelli

Questo momento culturale nasce dal desiderio del PARRUCHIERE Remigio Morelli, coadiuvato e sostenuto dal giovanissimo assessore alla cultura Davide D'Occhio, di rendere accessibile e gratuitamente a tutti, la possibilità di confrontarsi col panorama artistico classico e contemporaneo durante la cosiddetta "notte bianca" organizzata in data 15 ottobre 2016 dal comune di Olginate con lo scopo di aggregare la popolazione del territorio promuovendo le attività commerciali del paese.
L'intuizione dell'appassionato ed attento collezionista Morelli è dunque quella di dissacrare il luogo istituzionale espositivo quale potrebbe essere il museo o la galleria d'arte, ospitando all'interno della sua "umile bottega" (cosi ama definirla) uno dei più grandi nomi del novecento: Giorgio de Chirico.
Il titolo della mostra riprende l'affermazione del maestro De Chirico quando, entrando per la prima volta ad una personale del pittore Tano Festa (uno dei massimi esponenti insieme a Mario Schifano della Scuola Romana degli anni sessanta), abbassando gli occhi esclama "non voglio penetrare nel caos modernista".
Tano Festa, dal canto suo, dichiara in una delle prime interviste firmate "Liverani" degli anni settanta che mentre in America consumano molti pop corn (in riferimento appunto alla scuola pop americana di Andy Warhol) noi italiani, sulle scatole dei cioccolatini, abbiamo ancora le immagini della Gioconda, come se fossimo stati ancora consumatori di immagini culturali che gli americani non potevano per forza di cosa vantare. Festa si fa dunque portavoce di un movimento artistico "patriottico" rivisitando le icone classiche del passato italiano in chiave popolare (famosissime le sue citazioni artistiche a Michelangelo).
Ad oggi l'interesse che si è creato intorno al nome di Gaetano Festa ha fatto sì che l'importanza del suo lavoro sia stata riconosciuta dal mercato internazionale.

Ad arricchire il tutto Nicolò Tomaini, artista di Lecco, ormai di fama nazionale, che con la sua arte ironica, potente e unica ci fa ragionare sul nostro mondo, sulle nostre abitudini quotidiane, ed è qui che il selfie e facebook, diventano predominanti per capire De Chirico, l'ultimo dei classici, il primo dei concettuali. 
Tomaini non si ferma ed interviene anche nella metafisica, citandola, prolungandola e concettualizzandola attraverso le parole, che diventano arte, attraverso il nuovo linguaggio universale delle emoticons su whatsapp che diventano forma e materia. 
Assolutamente da vedere. 


Eugenia Harten porta il Brasile in Italia. Quando l'arte è sinonimo di interscambio e beneficenza


Ci sono iniziative e mostre, poi ci sono quelli che cercano di fare la differenza e offrono non solo artisti degni di nota ma anche la possibilità di fare del bene alle persone meno fortunate di noi. 
Di chi sto parlando? Dell'artista Eugenia Harten che, insieme all'artista Rodrigo Pedrosa porterà l'arte brasiliana in Italia.


Il 22 ottobre alle ore 17, inaugurerà il IVº Interscambio Culturale Italia/Brasile. Le mostre I COLPEVOLI DI TUTTO di Pedrosa e LE IMPRONTE della Harten, saranno visibili presso all’Auditorium del Centro Civico San Bernardino di Caravaggio, Viale Papa Giovanni XXIII 17, con il patrocinio della città di Caravaggio. Presenta la mostra il Critico d’Arte dott.ssa. Mattea Micello. Il tutto sarà incorniciato dall'eccellente musica di Luciano D'addetta.




L'artista Eugenia Harten, italiana di adozione, ha così' deciso di promuovere non solo l'arte italiana e quella brasiliana, svolgendo così un ruolo intercontinentale, ma ha anche dato la possibilità di far del bene. Il 20% delle vendite delle opere andrà in beneficenza all'associazione brasiliana Remanso Fraterno che si occupa delle famiglie svantaggiate. Tema molto a cuore, quello delle favelas anche a Rodrigo Pedrosa che ne ha fatto un'attività di vita, aiutando i bambini in difficoltà attraverso l'arte. 




Noi di Outartlet abbiamo chiesto qualcosa di più a questa intraprendente artista, vi lascio alla breve intervista e alle foto. 

Come è nato l’Interscambio Culturale Italia/Brasile?

Ho avuto l’idea di creare l’interscambio Culturale Italia/Brasile per dare la possibilità agli artisti con talento, affermati o emergenti di esporre all'estero e promuovere l’integrazione tra artisti italiani e brasiliani, cercando di scambiare esperienze attraverso le mostre d’arte in entrami i Paesi.



Perché hai scelto di portare in Italia per il IVº Interscambio Culturale Italia/Brasile l’artista brasiliano Rodrigo Pedrosa? 

Partiamo dal titolo della sua mostra “I colpevoli di tutto”. Rodrigo Pedrosa oltre ad essere un bravissimo scultore e pittore conosciuto in tutto il Brasile, è anche una persona che si impegna molto per la realtà sociale Brasiliana, egli infatti, aiuta, insegnando scultura e pittura ai bambini e le famiglie svantaggiate, che vivono nelle favelas o sulle strade di Rio de Janeiro.  
I COLPEVOLI DI TUTTO non possono essere questi bambini e famiglie, la cui unica colpa è quella di essere nati poveri, quello che ci vuole trasmettere con le sue opere è una riflessione esistenziale “Chi siamo?”, “Dove andiamo?” “Esseri umani che uccidono altri esseri umani?” Tra le molte altre riflessioni queste opere, possono provocare lacrime agli angoli degli occhi e sorrisi agli angoli della bocca.


Rodrigo Pedrosa è nato a Rio de Janeiro, con un vasto curriculum, ha partecipato a diverse mostre personale e collettive internazionale, tra cui, SALÃO DE OUTONO DA AMÉRICA LATINA 2016 e 2015, ARTEXPO New York 2016, ARTRIO 2015, CARROUSEL DU LOUVRE PARIS, C.INTERACTION NY 2014, ARTIGO RIO 2013, GALERIE KOKO VIENA 2016 e BIENAL DI BUZIOS 2013. Le sue opere sono in esposizione permanente nella galleria LUHDA a Rio de Janeiro.


Eugenia Harten presenterà la mostra “Le impronte”. La mostra “Le impronte” di Eugenia Harten vuole riprendere il discorso fatto precedentemente per la mostra “I colpevoli di tutto” indicare un sentiero nuovo ed inesplorato ai bambini svantaggiati delle favelas brasiliane. Una nuova strada che potrebbe arrivare tramite l’arte, tramite la scuola, l’educazione e la cultura.

Magari fra 20 anni uno o più di questi bambini delle favelas alunni di Rodrigo potrebbero essere degli artisti rinomati in tutto il mondo. Questo è l’augurio che facciamo a Rodrigo e alla sua iniziativa.




Eugenia Harten nata a Recife, Brasile, ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Brasile e all’estero, tra cui: ART SHOPPING 2014 e 2013 al Carrousel du Louvre a Parigi, “OCA HANNOVER” nel Sprengel Museum di Hannover, in Germania. Biennale d’Arte Contemporanea “Leonardo Da Vinci” presso il Palazzo Baberini a Roma, selezionata per la International Art Academy Roma University of fine Arts. Milano expo 2015 International Contemporary Art, 1º Salone d’arte contemporanea a Búzios – Rio de Janeiro. Ha inoltre partecipato a São paulo del Brasile e Grenoble – Francia alla mostra PACAEMBU; Une réplique planétaire pour la villa monde de São Paulo – Brasile Realizata del Laboratoire sculpture urbaine di Grenoble, Francia. Alla mostra collettiva di Pittori Contemporanei ARTE A PALAZZO nel Palazzo Stanga a Cremona (CR). Ha vinto diversi premi, tra cui il Premio online “BEST ARTISTS AWARDS” – ART WORLD nel 2014, il 3º Premio Michelangelo Merisi “Il Caravaggio” al 4º Concorso Nazionale di Pittura Contemporanea a Caravaggio (BG). Il 1º Premio nel SALÃO DE ARTE DOS NOVOS presso al Museo dello Stato di Pernambuco, Brasile. Si è aggiudicata una medaglia d’argento in pittura al 26º Concorso Nazionale di Pittura e Grafica d’Arte, alcuni delle sue opere appartengono alla collezione pubbliche e privati in Brasile ed Italia. Ha opere pubblicate in diversi libri italiani e riviste in Brasile.



Sulle le opere di Eugenia ha scritto il critico d’arte dott.ssa. Mattea Micello: “Fra impulso creativo e audacia tecnica l’artista supera i limiti del naturalismo per mettere allo scoperto le costruzioni ideali presenti nella mente e nella vita dell’uomo.”   

Eugenia Harten                                                                                                                                    e.mail: e_harten@hotmail.com                                                                                                                                                        

giovedì 22 settembre 2016

Fertility day

Ho 28 anni, sono laureata e prima di mettermi in proprio e aprire una mia partita iva, tutto quello che mi proponevano erano lavori da stagista o sottopagati, addirittura mi hanno proposto di lavorare per 100 euro al mese.
Mia mamma alla mia età aveva me di 8 anni e gestiva una casa e una famiglia. All'epoca nel 1996, i lavori erano solo a tempo indeterminato, dopo una prova di 45 giorni. All'epoca i sindacati potevano fare i sindacati perchè i lavori c'erano e anche i diritti.

Oggi il lavoro indeterminato non esiste più, la maggior parte ti assume tramite agenzia interinale, mese per mese. Non hai ferie, la mutua cerchi di non prenderla perchè hai paura che ti lascino a casa, non hai week end perchè usano te, la più giovane e interinale, perchè rispetto agli altri costi di meno. Quando sta per scadere il contratto possono lasciarti a casa o rinnovartelo il giorno dopo. Se rimani incita, visto che sono contratti a breve termine e scadenza, ti lasciano a casa, senza se o ma. Non c'è futuro, non c'è perchè le banche chiedono sicurezze per mutuo, per farsi una stabilità. E di certo un lavoro un mese per un mese non rientra nella loro idea di buon cliente.

Ora che ho la mia attività devo poi farmi un culo così per andare avanti, nessuno mi pagherebbe la mutua o la maternità, eppure in questo paese c'è chi ancora crede che non si facciano i figli per pigrizia. Io da un ministero, anche se si occupa di sanità, mi aspetto che vagli tutti i problemi.
E' come se io, per preparare la pasta, pensassi al sale senza però far bollire l'acqua. Se il problema è che si fanno pochi figli, bisogna capire il perchè e trovare soluzioni contingenti ad altri settori del ministero. 

Questa campagna non ha senso e non porterà a nulla. Le donne che decido di non avere figli lo fanno perchè sono responsabili, perchè vogliono poter dare alla creatura che nascerà un futuro dignitoso, non un "mese per un mese". 
Sono indignata che una cosa talmente palese come togliere tutti i determinati, i voucher, sia così difficile da realizzare. Forse prima l'indeterminato era troppo indeterminato, ma ora è il vuoto assoluto. Ci vorrebbe un indeterminato soft, solo così la crisi finirebbe e allora cara ministra vedrai come saremo ben felici di sfornarti pargoletti. 

mercoledì 21 settembre 2016

Perchè acquistare opere d'arte di artisti emergenti?

Molto spesso ci si domanda se valga la pensa comperare arte contemporanea, se il costo, a volte relativamente basso, porti poi ad avere nella propria casa un oggetto di valore. 
Sarebbe forse meglio investire in qualcosa di più oggettivo e già affermato, anche se solo stampe o disegni?
La mia risposta è che il mercato contemporaneo e gli artisti emergenti hanno un ottimo potenziale. 
Non solo il prezzo è inferiore, ma la qualità innovativa è maggiore. 


Se nell'arte si fanno ragionamenti basandoci sulla sicurezza non c'è ne innovazione ne rivoluzione. Come diceva Paul Gauguin "L'arte o è plagio o è rivoluzione". Questo deve fare, questo deve essere. E' un concetto che trascende dalla bellezza di un'opera e dalla sua commerciabilità. 
L'arte è ancora uno dei pochi  settori "lavorativi" in cui c'è merito, se un'artista è bravo, che passino 3 mesi, 10 anni o dopo la morte, l'artista verrà riconosciuto. 

Opera di Marcello Castellani

Quindi state attenti a quello che acquistate ma investite nel futuro, ossia nel contemporaneo, non c'è nulla di più bello che riconoscere i meriti ad un artista ed al suo lavoro. 
Voi collezionisti potrete essere i pionieri dell'arte che tra qualche anno sarà in tutti i musei. 
Perchè un artista, che sia all'inizio della sua carriera o già affermato sarà sempre considerato per merito. Se invece ci si ostina a comperare oggetti, come li definisco io, "da salotto", allora non sia ama l'arte ma l'antiquariato. 


Acquistate sempre seguendo il vostro intuito, anche se ora il mercato è enorme, e c'è di tutto, dando solo retta al vostro istinto capirete cosa è davvero arte e cosa è solo moda o mediocrità.

venerdì 16 settembre 2016

Torna a colpire l'artista "misterioso" : Un gesú crocifisso sugli IPhone ritrovato fuori dall'Apple store di Orio al Serio in occasione dell'uscita del nuovo IPhome7

"Eran le nevrosi dei tempi nostri" e "l'arte è semplicemente l'espressione dei valori e delle tensioni contemporanee - J.Pollock".
Queste le didascalie che per la seconda volta hanno accompagnato l'opera del nostro artista "misterioso", capace di fare del linguaggio contemporaneo la sua missione. E cosa ce più contemporaneo se non l'uscita del nuovo IPhone7?
Questa mattina ad accompagnare la lunga coda di persone, presso i parcheggi dell'Apple store di Orio al Serio, che attendevono di potersi "accaparrare" il nuovo smartphone tecnologico, c'era una grande scultura raffigurante un Cristo crocifisso ad una croce di smartphone appoggiata ad un cavalletto da pittore e circondata da lumi e fiori  (qui di seguito le foto).






La pandemia e le lunghe code per l'uscita del nuovo oggetto del desiderio sembrano essere state trasformate in una lunga processione verso quelli che sono considerati i nuovi costumi e valori della società contemporanea. L'artista ha voluto ricreare ( grazie alla disposizione in terra di diversi lumini e mazzi di fiori sparsi ovunque) un'atmosfera religiosa allegorica rievocando quelli che sembrano essere gli antichi pellegrinaggi verso i simboli sacri. Un'altra istallazione raffigurante quattro iPhone distrutti con all'interno la scritta I.N.R.I è stata immortalata durante la performance.

A seguito i link della precedente performance che prendeva di mira la folle corsa ai Pokemon, ritrovata nella notte del 14 agosto in Piazza Duomo e le foto di quella sopra descritta.


http://milano.corriere.it/foto-gallery/cronaca/16_agosto_09/pokemon-mania-provocazione-artista-consolato-americano-duomo-palazzo-reale-90ad3b22-5e1e-11e6-bfed-33aa6b5e1635.shtml

http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/08/09/foto/milano_cartelli_stradali_pokemon-145659327/1/

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/foto/pokemon-piazza-duomo-1.2406090

venerdì 5 agosto 2016

POKEMON INVADONO DI NOTTE PIAZZA DEL DUOMO A MILANO




 Anarchia Pokemon: Milano: piazza del duomo - ritrovati nella notte di giovedì 5 agosto e disseminati davanti al duomo e palazzo reale cartelli stradali raffiguranti pokemon, opera di un artista dall'identità ancora misteriosa, al retro di ogni cartello compare il titolo dell'opera: "eran le nevrosi dei tempi nostri". Oltre agli animaletti è' stato immortalato anche un cartello di pericolo che reca al centro un passeggiatore con in mano un telefono.
Sotto ad ogni cartello è stato ritrovato un biglietto scritto a mano che così recita: "l'arte è' semplicemente l'espressione dei valori e delle tensioni contemporanee. J. Pollock".
La domanda sorge spontanea chi sarà questo artista? 

Gallery immagini: