domenica 27 aprile 2014

CONTAMINAZIONE


Contaminazione è una parola rassicurante, ci permette di sperare che le nostre azioni abbiamo un effetto su altri. In questo caso, l'effetto è stato sul futuro. Chissà se Jean Auguste Dominique Ingres dipingendo il Bagno Turco nel 1862 si sarebbe mai immaginato questo: 

William Klein Club Allegro fortissimo, 1990



Sensualità e carnalità erano alla base del dipingo di Ingres, fece scandalo? Forse. Piacque? Molto. Soprattutto per l'esotismo e la non lieve impronta che indugia alla sessualità. Mettendoli a confronto si capisce perfettamente a chi si sia ispirato Klien. Fotoreporter e fotografo di moda, benché nato negli Stati Uniti, Klein ha vissuto e lavorato in Francia fin da giovanissimo. Il suo lavoro è talvolta apertamente critico della società e della politica estera americane. La sua arte è ironica e realista, Nasce come pittore e studia presso l'atelier di Leger per poi vincere il premio Nadar. E' considerato uno dei maggiori fotografi a livello internazionale.  
Il collegamento tra queste due opere? La complessità del mondo che cambia, in continua evoluzione, corpi carnosi, pieni, burrosi e tondi sono il sogno degli uomini della Parigi di metà '800, donne burrose, carnose e piene, sono indecenti, per nulla attraenti ma realistiche nei giorni nostri. I gusti cambiano, ciò che prima era sensuale ora è ridicolo. 
E' per questo che nella vita è fondamentale trovarsi nel posto giusto al momento giusto ed è sempre per lo stesso motivo che non si può giudicare e comprendere un'opera d'arte senza tener conto del contesto storico in cui è stata realizzata. 
Klien è riuscito a dimostrare semplicemente con uno scatto il paradosso della contemporaneità, l'assoluta fragilità del secolo scorso vissuto in un'evoluzione sull'autostrada della globalizzazione. Ma l'umanità è maturata? Che strada stiamo percorrendo? 


Non ci resta che osservare....







domenica 20 aprile 2014

The PlopEgg

Oggi volevo parlarvi di un argomento scottante e del quale negli ultimi giorni se ne è sentito parlare ovunque. La performance dell'artista svizzera Milò Moire alla fiera dell'arte contemporanea di Colonia.

Ciò che ha turbato il mondo è stata l'esecuzione di tale opera d'arte, la bella artista ( e anche qui inizia la polemica del perchè bisogna sottolineare che una donna sia bella) ha simulato il gesto quotidiano di una gallina, espellendo dalla propria vagina uova riempite precedentemente di colore, queste poi sono cadute su una tela bianca e hanno formato un'opera visiva. 




Ora, lo devo ammettere, all'inizio, prima di vedere la performance, ho subito pensato - questa è come la scimmia che dipinge o il ragazzo che per far parlare di se ha usato il suo "attributo" per dipingere su tela.- Poi, però ho visto il video e ho capito quale preconcetto si  era formando in me: il giudizio pretenzioso di una critica d'arte. 


L'opera The PlopEgg è forte, è esibizionista, è estrema ( se ancora può esistere questo concetto), ma vede nella body art una vecchia amica,  in fondo Gina Pane apprezzerebbe, come lo farebbe il surrealista Dalì per il risultato onirico. Chi però ne sarebbe entusiasta sarebbe Frida Khalo perchè qua c'è dolore, c'è la condizione umana che è carne, ebbene si nasciamo da li, dalla vagina, e quando si nasce è una rottura, è sangue, è carne, non è niente di spirituale se non la natura stessa che si sprigiona e si riconnette con la terra. Il primordiale che esplode e ti dice cosa è vero e cosa non lo è. 

La performance dell'artista svizzera Milo Moire, un mix tra body art, esibizionismo e contatto con l'essenza primitiva della terra...scandaloso? Poco importa