venerdì 30 maggio 2014

Avete 1,8 milioni di euro da spendere?

Se avete questa somma potete pensare di partecipare all'asta che ci sarà il prossimo 9 luglio da Sotheby's a Londra. 
Ma quale sarà l'oggetto di tanto desiderio? Un disegno, ma non uno qualsiasi, bensì lo "studio di San Giuseppe seduto" di Botticelli. Era un secolo ormai che un disegno di Botticelli non finiva all'asta. C'è un grande fermento per la vendita..




Lo studio è riferibile a un tondo raffigurante una «Adorazione del Bambino con san Giuseppe e san Giovannino» (olio su tavola, d 90,2 cm) conservato nella Faringdon Collection, nella dimora di Buscot Park nell’Oxfordshire, per la figura di san Giuseppe, ritratto seduto, con il volto appoggiato sulla mano destra.


A chi apparteneva prima quest'opera? Alla collezionista Barbara Piasecka-Johnson, scomparsa l'anno scorso. Gli incassi saranno devoluti alla fondazione omonima che si occupa tra le altre cose di restaurazione di opere d'arte, monumenti e di campagne sociali a sostegno dell'autismo.

fonte: Il giornale dell'arte.com

giovedì 29 maggio 2014

#BringBackOurGirls



Ogni volta che ho uno stato d'animo che fuoriesce dai soliti binari del "Come stai?" - "Bene" è mia indole associare un'opera d'arte ad esso. C'erano giorno in cui mi sentivo battagliera, rivivevo le ingiustizie del passato e allora mi guardavo la Guernica di Picasso, altre che ero sognante e il mio pensiero andata a Watteau, Boucher e Waterhouse, se ero ispirata vedevo Pollock e così via. Beh ora sono nervosa, irritata e quindi mi sono data alla Artemisia Gentileschi, una donna dei giorni nostri nata secoli fa. A guardarle le opere di questa così ardita artista mi stupisco sempre. Lo stile di derivazione Caravaggiesca, lo spirito selvaggio e inquieto di chi ne ha passate tante. Così dovrebbero essere le donne, questo è il vero femminismo. 
Vi dico che io sono iper-femminista ma così tanto da trovare del femminismo nella prostituzione o nella pornografia. E' un diritto inalienabile credere fermamente che una donna sia come un uomo, è fondamentale pensare che ci sono state donne (e ci sono tutt'ora) che combattono per questo, per una cosa che dovrebbe essere e deve essere naturale.
Una di queste fu Artemisia, dotata di un talento eccezionale, cresciuta dal padre, anche lui bravo pittore, lei piena di talento più di tutti, con un animo forte, spavaldo, sicura di se, una donna dei giorni nostri.
Artemisia che fu stuprata da un collega del padre Agostino Tasso che lei denunciò nel 1611 (rendiamoci conto nel 1611!!) e dopo un duro processo vinse. Lei forte e dolce, lei debole e artista, lei donna che non si fece mai abbattere e che condusse la propria vita con tenacia, una cosa che con il sesso debole non centra nulla.



Ma come sopravvivere a uno scandalo di tale portata? 
Dipingendo, ovviamente, gettando tutto l'odio, lo sconforto e la ferocia nei quadri. Opere uniche con temi forti, come la sua Giuditta. Il sangue zampilla, lei forte gli taglia la gola e guarda ciò che fa, non ha quel pudore o disgusto tipico del gentil sesso, ma sa quello che fa e in questo è un uomo. La Gentileschi segna il suo tormento e la sua lacerazione interiore con una brutalità che può essere paragonata solo al Caravaggio omicida, non c'è pentimento nello sguardo, non c'è perdono, c'è solo giustizia. 


Ora è mai possibile che donne del genere siano vissute 500 anni prima di noi e che ancora oggi ci siamo circondate da stupide ochette, donne bambole? No. Signore non abbiamo scuse, se non ci danno i nostri diritti ce li prendiamo, siamo il sesso forte e sapete perchè? Perchè portiamo la vita, perchè il nostro corpo segue i movimenti lunari e si rigenera ogni mese, perchè usiamo la guerra dell'intelletto e della furbizia al posto di quella dei pugni. 
E' per questa ragione che faccio questo post, mentre molte di noi si fanno sottomettere da uomini che non possono definirmi nemmeno la feccia della pulce che sta sulla loro testa, ci sono altre che non vivono qua, che non sono tutelate come noi, il loro percorso per una vita dignitosa sarà ancora più difficile e più lungo. Mi riferisco alle studentesse rapite in Nigeria. 
 
#BringBackOurGirls

Non oso immaginare cosa stanno subendo, 
non penso che  qualcosa cambi ma spero che il mio urlo 
insieme a quello di tutti qualcosa faccia. La peggiore battaglia che compio ogni giorno è quella contro l'ignoranza. 
Firmate tutto e diffondete! #BringBackOurGirls








lunedì 19 maggio 2014

NICOLO' TOMAINI



Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest ecc..potrei andare avanti a scrivere nomi di social network e siti internet per ore. L'era della nuova comunicazione! Poi ci ho pensato e mi sono resa conto che negli ultimi 10 anni la vita quotidiana di ognuno di noi è profondamente cambiata, i social network hanno fatto il loro ingresso sconvolgendo le nostre abitudini e il nostro modo di comunicare. Ma come? Tutto questo è un bene? Se lo è chiesto l'artista Nicolò Tomaini che con i loghi dei più importanti social crea opere originali, provocatorie, concettuali e mai scontate. 




Se Andy Warhol negli anni '60 fa sue e iconizza le marche più importanti: Coca cola, Brillo Box, ecc ...annunciando la celebre frase "Tutti in futuro saranno famosi almeno 15 minuti", Nicolò Tomaini destrutturata questo concetto e lo ribalta;  si perchè ormai in quei benedetti 15 minuti ci siamo passati, li abbiamo vissuti, sfruttati, ci viviamo e forse nemmeno ce ne rendiamo conto. 
Nell'arte succede sempre così, l'evoluzione e il progresso fanno aggiungere un altro tassello alla nostra concezione, ciò che pensavamo d'aver capito viene stracciato e, se anche non mi piace molto il termine, modernizzato. 
Nicolò Tomaini, con le sue opere, ci pone davanti alla realtà, non alla critica, ma alla verità della quotidianità contemporanea, al famoso Selfie, all'importanza della foto del profilo, al virtuale che supera il reale.
E così la svastica nazista (uno dei primi brand per eccellenza) ha le braccia che sono le "f" di facebook, oppure, sempre la "f" diventa la falce nel simbolo comunista. L'uomo di Magritte sul capo ha la mela della Apple. Un altro uomo desolato, nella solitudine profonda, si impicca su un albero che ha la forma della "f" di Facebook,  mentre gli volteggiano intorno cupi uccellini di Twitter. Tutto ormai è icona e noi ne siamo drogati. 










Tomani vuole proprio farci riflettere sul mondo contemporaneo. Il suo può essere scambiato per un'idea "post pop-art" ma in verità è profondamente concettuale, ovvero, il suo esatto opposto. L'artista usa la superficialità per porsi e porci delle domande a carattere sociale e filosofico, verso un futuro incerto. Come saranno i rapporti sociali? Cosa porterà tutto l'eccesso di uso dei social network alle nostre vite? E' davvero un bene essere sempre collegati uno agli altri? Facebook è forse una dittatura? 
Ma ecco che, quando pensavo di averlo capito, il lavoro di Nicolò cambia ancora, e mi stupisce con una serie di opere dal titolo " Istruzioni per l'imbecille che dice "lo sapevo fare anch'io";  ironiche, provocatorie e geniali nella loro semplicità lo portano a iconizzare le istruzioni per l''uso. Visto che tutti criticano l'arte contemporanea, soprattutto in Italia, Nicolò trova il modo per spiegarci che non è tutto facile e semplice come sembra. Perchè anche un taglio o un  trattino derivano da un forte pensiero concettuale che è tutto merito dell'artista. 



Quando ho parlato con Nicolò lui mi citò una frase di Jackson Pollock : " Per me l'arte moderna non è altro che l'espressione degli ideali dell'epoca in cui viviamo", queste parole riassumono tutto l'ideale del suo lavoro. Una carriere iniziata da poco ma che nel giro di due anni sta portando molti successi al giovane artista. Autodidatta, cresciuto in una famiglia che ama l'arte, dopo gli studi in Giurisprudenza e Lettere capisce la sua vera passione e la insegue con forza e voracità. Apprezzato dalla critica e dalle gallerie in tutta Italia, lo possiamo ammirare tra pochi giorni al Museo della Seta di Garlate (Lecco). 
La mostra benefica curata dall'Unicef sarà divisa in due sezioni: la prima destinata ai pittori emergenti, la seconda invece riservata agli artisti affermati, nomi come Enrico Manera, Mirko Pagliacci e Lucio Bulgarelli. A iniziare questo percorso ci sarà una serigrafia di Andy Warhol. 
Mi raccomando vi aspetto tutti al Museo della Seta di Garlate (Lecco) 
Inaugurazione il 24.05.2014

Ecco una serie dei suoi lavori...















giovedì 8 maggio 2014

CALENDIMAGGIO al Castello - Leonardo Eye

Tre nomi Leonardo, Donato e Ludovico...tre persone che hanno segnato inesorabilmente le sorti dell'arte rinascimentale italiana. Leonardo da Vinci, il grande, il genio, il capriccioso (ma poteva permetterselo). Donato Bramante, l'architetto, il sapiente, il pacato ( molto spesso dimenticato) e il mecenate, il politico, l'ambizioso: Ludovico il Moro. Tre vite si intrecciarono nel '400 e lo fecero in una città famosa per la sua Piazza e il Castello Sforzesco: Vigevano. Ludovico voleva il meglio, lo voleva per Milano, lo voleva per la sua consorte, lo voleva per tutti i suoi domini in cui si imbatté e quindi anche Vigevano. Lo sfarzo, il lusso, il desiderio di supremazia...ma come dimostrarlo? Come hanno sempre fatto tutti gli uomini di potere da millenni, con l'arte, con i monumenti. Alla sua corte i migliori Leonardo e Donato. Il primo che per feticcio dipingeva i ritratti commissionati, ma nella mente una miriade di progetti, l'irrigazione dei campi, le armi per le battaglie, le scenografie per i balli di corte e l'imponente monumento equestre per il Duca. L'altro progettava il meglio, ardeva per la matematica, festeggiava per calcoli ben riusciti, tutto questo tra una costruzione e l'altra, tra una caccia con il falco e una passeggiata a cavallo. E' in questo clima pieno di speranza per il futuro e di prolificazione di idee che fu ampliato e migliorato, aggiungendo anche nuove parti, il Castello Sforzesco di Vigevano. 
Dopo anni di restauro e di studi tutt'ora in corso ( si mette anche la sottoscritta) gran parte del Castello sta rinascendo come una fenice dopo secoli di barbarie e inutili torture inflitte dai militari che nei secoli hanno abitato questa dimora, portandola allo sfacelo.
Le scuderie di Leonardo sono già in uso, con mostre temporanee e musei, la Torre Bramantesca continua a sopravvivere, la falconiera nel loggiato non si può visitare, ma udite udite! Il maschio o almeno una parte di esso è tornato a splendere e sarà visibile questo 16 maggio dalle ore 21.30. 
L'evento da il via a una serie che porteranno il maschio a rinascere fino al completamento nella primavera del 2015 in un museo interattivo. Il progetto, Leonardo Eye, creato dal Consorzio AST, avrà lo stesso successo che ebbero le loro precedenti iniziative? 
Per ora godiamoci finalmente l'apertura del Maschio e speriamo che il futuro museo dia ai visitatori qualcosa di diverso rispetto al Museo di Leonardo a Milano e del progetto Leonardo 3D pronto per l'Expo 2015. 

     info: http://www.leonardoeye.it/eventi-e-attivitagrave.html