lunedì 24 novembre 2014

XXI Triennale di Milano


Dopo venti anni di assenza torna la Triennale. Un evento importante a livello internazionale, a presentarla una conferenza tenutasi alla Triennale di Milano il 15 novembre 2014 e presieduta da Claudio De Albertis, presidente della Triennale e con la partecipazione di alcuni membri del comitato scientifico: Andrea Branzi, Luisa Collina, Cino Zucchi e Kenya Hara.
Per cinque mesi, dal 2 Aprile al 12 Settembre 2016, il Palazzo dell’Arte diventerà il protagonista di una serie di eventi multidisciplinari, che per la prima volta dalla nascita della Triennale, coinvolgeranno tutta la città di Milano, raggiungendo Monza (sede della Prima Triennale).




Ma perché si sono scelte queste date? – spiega Claudio de Albertis –  Per due  motivi principali: mantenere un continuo con l’Expo 2015, evitando quel vuoto tipico della sua fine e cercare di trovare due date significative. Infatti l’inaugurazione della Triennale coinciderà con l’apertura del Salone del Mobile, e il termine con il Gran Premio di Monza. Un’edizione inedita che vuole ritrovare un legame con il passato, ma proiettato verso il futuro.

Un passo importante è stata la domanda al BIE che ha riconosciuto la Triennale come l’unico Expo d’architettura a livello internazionale. La XXI edizione intitolata “Design After Design” attrarrà le nazioni di tutto il mondo, inoltre, aprirà le porte anche a designer, scuole, studi e aziende  sia italiane che straniere. 


Il progetto sarà dislocato in diverse sedi, tutte pensate con un concept preciso affiancato da mostre, esposizioni, meeting, conferenze, performance, training e workshop. Un esempio sarà la Fabbrica del vapore che per l’occasione ospiterà giovani designer e creativi da tutto il mondo. La Triennale è sostenuta dal Ministero dei Beni Culturali, Ministero degli Esteri, Regione Lombardia, Provincia di Milano e dal Comune di Milano.
Vi lascio il link al sito...stay tuned!

http://www.21triennale.org/index.php/it/


domenica 16 novembre 2014

GRAVELLONA PAESE D'ARTE

Spazzacamini sui tetti - esempio di arte partecipativa

Prendete un paesino qualsiasi della Lomellina, vi troverete tanti comun denominatori quali le risaie, le cascine, i contadini...gente semplice, con ritmi totalmente diversi da quelli della città. 
Ora mettete tutte queste caratteristiche ma unitici una qualità molto rara in Italia: la passione per l'arte. Da una semplice successione di villette e una piazza anonima a Paese d'Arte, meta turistica piena di cultura. In un ventennio tutto questo è stato possibile, grazie ai cittadini, alle giunte che si sono succedute e al Sindaco Ratti. 



Quello che offre Gravellona Lomellina è una street art partecipativa, nuova e innovativa. Prima di tutto perchè non nasce da un impulso privato di pochi artisti o da giovani, insomma dal normale contesto urbano in cui solitamente fiorisce la street art. In questo caso l'impulso è dato direttamente dall'Istituzione. Non è un'arte volontaria ma controllata, una street art diretta da un direttore d'orchestra d'eccellenza. 
Il sindaco, in questo caso, diventa un curatore della città, come in una mostra o meglio in un museo, le strade e i vicoli diventano i muri e le case gli spazi dove appendere le opere, gli incroci e gli stop ospitano originali sculture meccaniche come i trattori porta fiori, le colonnine di protezione dei marcapiedi diventano carabinieri, poliziotti in divisa. Sui tetti delle case troviamo silhouette di spazzacamini, c'è pure la befana. 





Ma come è stato possibile tutto ciò? Con una visione, quella del Dr. Ratti. Quando l'ho incontrato ho capito che non era un sindaco comune, aveva passione e molta modestia. Per lui la città è come una casa e deve essere tenuta con cura per dare il meglio di se. Dice appunto : " Chi arriva nei paesi e città di pianura incontra e attraversa, il peggio architettonico delle periferie, prima di giungere al centro storico dove ci sono le bellezze. Quando si invita la gente a casa propria li si fa entrare dalla cucina o dal salone? Perchè dare il peggio di noi, tutta la città deve essere un gran salotto" Questa è stata la missione in questi anni e devo dire che ci è riuscito! Il suo motto è : "Se a una cosa ci tieni una maniera la trovi, se a una cosa non ci tieni una scusa la trovi" un proverbio africano dove ha vissuto.





Da dove nasce l'idea di puntare proprio sull'arte? Come nelle migliori storie è iniziata quasi per caso. In una riunione in una città vicina a Gravellona in cui aveva partecipato il dr. Ratti, un pittore milanese Luigi Regianini chiese ai presenti se non ci fosse un paesino in cui fare una mostra permanente di pittura murale. Il sindaco di allora Avvocato Palladini diede il consenso, il dr. Ratti curò i rapporti tra i proprietari delle case e i pittori, fu una collaborazione che durò due anni. Anche se i dipinti non superarono gli anni l'iniziativa fu il seme che maturò a poco a poco nell'amministrazione gravellonese.  Nel 1995 nacque un concorso d'arte contemporanea in concomitanza alla festa dell'arte. Si chiedeva di creare un'opera d'arte che sarebbe diventata poi un murales trasformandosi così in street art permanente, sotto un tema ben preciso. Il primo premio andò ad una ceramica di Giovanni Crippa, il secondo premio ex aequo andò al grande murales che campeggia sul muro del municipio, opera di tre artisti: Elio Bozzola, Umberto Cardano e Libero Greco. 
Il concorso è stato poi tolto per fare posto al grande successo della festa dell'arte che tutti gli anni, nelle prima due settimane di giugno riempe il paese, possiamo definirla un ibrido tra festa popolare e una galleria a cielo aperto, ma questo è ovvio se si pensa che "arte popolare" come la definisce il sindaco o arte partecipativa, definita da me ambisce proprio a questo, un'arte della comunità di tutti e per tutti e fatta da tutti. 


"Anche quando non si è ricchi si possono fare progetti grandi. Bisogna però avere: tenacia, pazienza, modestia, avere sogni grandi ma fare passi piccoli, non essere gelosi delle iniziative degli altri...saper rienventare le cose belle fatte da altri "  E' con queste parole che il sindaco spiega il successo di Gravellona. Come dargli torto, del resto a piccoli passi è riuscito anche a creare un parco meraviglioso " il Parco Tre Laghi" grande meta turistica. Lui e tutti i volontari sono stati impegnati per più di 10 anni per ottenere i permessi ma alla fine hanno vinto, basti pensare che nel 2012 il parco ha prodotto un primo reddito turistico e che questo nel 2014 è triplicato. 





Quando ho chiesto quali fossero gli obiettivi futuri ho ricevuto due risposte: Libro d'arte all'aperto e creare nuovi posti di lavoro tramite il turismo.
Per capire cose intende come "libro d'arte a cielo aperto" vi consiglio vivamente di farci un salto! Vi trovate a percorrere una strada normale poi entrare in un vicolo e BOOM siete colpiti da un museo a grandezza delle case. Si parte da arte dell'ottocento che ritraggono scene di vita rurale come Segantini per poi arrivare a Corcos e molti altri! Gravellona ha ridato vita ai vicoli in un modo del tutto originale, un museo a cielo aperto. 








E se poi dopo aver visitato la città dovete finire in bellezza il consiglio è di fare un percorso enogastronimico, una cena a Cà Di Ratt. 

Gravellona Lomellina in provincia di Pavia, a pochi km da Milano, il nuovo modello di Urban street art. 




































































































sabato 15 novembre 2014

Maschio Castello di Vigevano




Domenica contenta e felice, piena di aspettative sono andata a visitare la stanza (perchè di mostra non si può parlare) Ludovico e Beatrice realizzata da LeonardoEye un progetto creato dal Consorzio AST che si occupa dello sviluppo territoriale e culturale della città di Vigevano. Premetto che questa "installazione" è stata posta nella zona del Maschio del Castello che dopo decenni, anzi qualcosa di più, è tornato a nuova vita. L'emozione che si prova entrando( si abbraccia la storia, si respira il Rinascimento) è subito stroncata in modo brutale dal vuoto. Un vuoto che è un no sense, pannelli di un giallino evidenziatore accompagnano i visitatori nel percorso (vuoto) delle sale (vuote), i pannelli ritraggono immagini di Leonardo da Vinci (che novità), Ludovico e Beatrice. Che grande ingegno ad usare Leonardo come forza attrattiva, ma ci passo sopra. Quello a cui non passo sopra come è possibile che lo studio MIGLIORE + SERVETTO abbia aderito a uno scempio del genere! L'ultima sala in fondo è stata allestita con due pannelli led sui quali scorrono immagini ripetute a loop di opere d'arte del XVsecolo che ritraggono la corte ducale, Ludovico e Beatrice. In sottofondo sempre una musica ripetuta, penso mandolini, ma non ne sono certa, il tutto condito da vari discorsi, che più che frasi storiche sembravano pettegolezzi di bassa lega.

Ma i problemi non sono di certo finiti qui, la gente non veniva ne indirizzata, ne accompagnata, anzi si accalcava per cercare di vedere ma soprattutto capire qualcosa. Non è nemmeno colpa di  MIGLIORE + SERVETTO perchè con tutta probabilità il loro progetto è stato studiato in modo più omogeneo e con una visione completa di tutte le stanze, ma mostrata così non ha nessun senso, non è un'anteprima, non crea emozioni piacevoli, quali sgomento o fascino semmai fastidio e irritazione. Almeno il consorzio non ha fatto pagare, perchè se ci fosse stato anche il biglietto d'ingresso, sarebbe stata un azione criminale.

Ho visto visitatori che  invece di fotografare la ristrutturazione o l'installazione immortalavano il gigantesco e imbarazzante impianto di riscaldamento, nero, enorme e antiestetico. Spero che Leonardoeye provveda al più presto a risolvere questa indecente situazione. Spero che Expo 2015 o meno, Leonardo da Vinci o meno, Ast o meno, il Comune di Vigevano faccia qualcosa. Perchè? Perchè non solo la città ma tutti i cittadini meritano di vedere lo splendore del Maschio, meritano di non vergognarsi del loro patrimonio storico e culturale, meritano di essere felice di avere una cultura che prospera, che porta turismo e di conseguenza posti di lavoro, meritano un futuro dove anche chi è diversamente abile può visitare con DIGNITA' l'intero corpo del Maschio, meritano di poter andare dalla Piazza  Ducale direttamente al Castello senza girare mezzo centro storico e meritano di usufruire di bagni puliti e decorosi, .