mercoledì 31 dicembre 2014

TOP FIVE- i post più letti del 2014


Carissimi, siamo giunti ormai alla fine del 2014, bisogna quindi tirare le somme e per farlo ho deciso di fare una #outartlettopfive dei post che avete apprezzato di più:

1
Nicolò Tomaini

Batte tutti e si piazza alla prima posizione con 5222 visualizzazioni!
Vi lascio il link per andare a rivedere questo giovane artista




2
Party Market

L'articolo sull'evento è piaciuto molto! 3546 visualizzazioni. Speriamo organizzino altri eventi del genere! Bravi tutti...



3
COOL TOUR ARTE - La mia esperienza

L'articolo sul programma Rai5 raggiunge la terza posizione con 2978 visualizzazioni! Ancora grazie a tutti!



4
CIVICO8galleria

L'articolo sulla giovane gallerista Chiara Milesi ottiene 2799 visualizzazioni ottenendo il quarto posto. 




e al 5 posto

Rap in side, con molto sorpresa l'articolo sull'evento Rap calabrese, ha ottenuto 2593 visualizzazioni meritatissime!



Grazie a tutti che continuate a seguirmi e a credere in questo progetto! Buon anno! 


venerdì 26 dicembre 2014

Klein e Fontana al Museo del Novecento


Ci sono amicizie che nascono per caso, non badano all’età o alle differenze di vita, sono legami profondi tra persone che hanno le stesse affinità artistiche e che si rispettano. E’ questo il caso di Lucio Fontana e Yves Klein. Il museo del Novecento ha voluto indagare il loro rapporto attraverso una mostra intitolata Yves Klein Lucio Fontana. Milano Parigi 1957-1962.
  

L’esposizione si snoda eccezionalmente per tutta la coda Museo. Si tratta di un racconto messo in atto in modo sottile ed elegante, come lo erano anche i protagonisti. Un dialogo continuo, si vive anche una sorta di “attesa”, ma un’attesa pur sempre piacevole. Un metodo di allestimento interessante che cerca (riuscendoci) di unire il fenomeno block buster, attivatore di masse,con uno studio approfondito e curato. Ed ecco quindi che i due capisaldi del lavoro artistico di  Fontana e Klein diventano i temi predominanti di tutto il percorso: la luce e il blu klein. Questa scelta curatoriale si fa evidente nella sala centrale del Museo del Novecento. La stanza ospita il neon realizzato nel 1951 per la IX Triennale da Lucio Fontana, all’epoca fu posto sullo scalone del Palazzo dell’Arte, e sotto il Pigment pur, un’installazione di pigmento blu giotto realizzata da Klein nel 1957 per la mostra personale presso la galleria Colette Allendy di Parigi. 



Il dialogo sviluppato ha un impatto fortissimo, se anche non si è dei conoscitori della storia dell’arte, o non si frequentano assiduamente musei, si comprendono le vibrazioni che gli artisti volevano suscitare, l’energia pulsante che solo la vera arte sa dare.  Entrambi hanno sempre studiato il rapporto con lo spazio e con il vuoto. Il neon è leggero e luminoso, interagisce con lo spazio e come dice lo stesso autore 


"Il Concetto spaziale che illumina lo scalone d'onore alla IX Triennale di Milano non é un laccio, un arabesco, ne uno spaghetto é in barba ai critici [...] l'inizio di un espressione nuova". 

Il neon si fa quindi manifesto dell’arte di Fontana.

Lo stesso accade per il Pigment Pur, è un quadro ma senza l’oppressione di esserlo. Klien in questo caso si supera e rincorrendo il tema del vuoto lascia che le particelle di colore si liberino dal peso di essere miscelate, stese e fissate, c’è solo la purezza.



Ma come si sono conosciuti questi artisti? Bisogna premettere che Lucio Fontana era un sostenitore di tutta l’arte delle nuove generazioni, era solito andare a visitare una mostra di un nuovo gruppo e comperare sempre qualche opere. Lo stesso accadde con la prima personale di Yves Klien tenutasi nel gennaio del 1957 alla Galleria Apolinnaire di Milano, dove proposte i suoi lavori monocromi blu. Lucio diventerà uno dei suoi più importanti collezionisti. 



D’allora il rapporto tra i due si fa sempre più forte, a testimonianza di questo sono  sono documentati i contatti di Klein con galleristi e amici di Fontana come Guido Le Noci e Peppino Palazzoli e il progetto mai realizzato di un’“architecture de l’air” da presentare alla XII Triennale di Milano, nel 1960. Inoltre Fontana nel 1961 esporrà le Nature nella galleria parigina di Iris Clert. Anche dopo la prematura scomparsa di Klien, Fontana lo ricordò sempre con tanto affetto.


Le ricerche di questi artisti sono universi individuali ma paralleli, entrambi ricercavano la leggerezza nello spazio, volevano sconfinare dalla cornice del quadro, desideravano l’immateriale e l’intangibile. Capivano prima di molti altri i cambiamenti della loro epoca, guardavano allo spazio come ad una tela. Per farlo utilizzavano nuovi materiali e divertenti giochi. Erano e sono stati icone del novecento e probabilmente il loro lavoro non è stato ancora totalmente compreso. La loro non era solo una presa di posizioni ma era la visione di un  nuovo mondo artistico.




  


lunedì 22 dicembre 2014

Outartlet verso expo #1 Rebecca Rutten


Diciamocelo, ormai manca poco, a maggio 2015 
l'intero mondo si riunirà qui a Milano, sarà un evento spettacolare e senza precedenti, innovazione e tecnologia saranno le protagoniste. Ci sarà il boom di menti, studiosi e personalità importanti. 
Se non lo avete ancora fatto vi consiglio di andare a fare un giro sul sito Expo2015 per vedere tutti i padiglioni che stanno per essere completati. 
Forse sono così fiduciosa perchè dopo averlo tanto studiato vedrò un expo dal vivo, insomma, sono eccitata. E' proprio nei momenti di crisi come questo, soprattutto in Italia dove vige la depressione generale, che ci serve un qualcosa...e quel qualcosa è l'Expo!

Però per il mondo dell'arte il 2015 sarà un anno ricco di eventi. Oltre al Paglione dell'arte curato da Germano Celant, ci sarà anche la Biennale di Venezia. Per motivi di studio e lavoro sono legata ad entrambi gli eventi. Uno nel cuore di Milano, alla Triennale, l'altro a Venezia.
Mentre pensavo all'arte e al cibo, mi sono imbattuta in queste immagini dell'artista tedesca Rebecca Rütten, le ho trovate perfette per l'Expo.

 

Prima di tutto perchè le sue opere 

rispondono  dei requisiti necessari: 
  
sono comprensibile al pubblico, anche a 

quello meno esperto sul fronte artistico; 

sono di forte impatto  perchè utilizzano 

l'espediente del disorientamento, vi 

spiego meglio, si prenda un oggetto e lo si 

modifichi o di dimensioni (più grandi, più 

piccolo) o lo si cambi di ambiente.



In questo caso la Rutten utilizza 

l'espediente appena citato, inserisce lo 

street food, o anche il cibo da fast 

food in un contesto di nature morte

questo provoca un disorientamento nello 

spettatore abituato a non associare questi 

due oggetti insieme. Una pratica che 

nasce con De Chirico, ricordiamo tutte Le 

Muse Inquietanti, dove oggetti arcaici e 

classici vengono tolti da loro ambiente e 

posti in nuovi luoghi, un ribaltamento del 

classico che lo fa riscoprire e lo porta 

verso il misticismo, verso la metafisica. lo 

stesso, con intenti meno nobili, lo hanno 

realizzato gli artisti della scena pop, 

utilizzare oggetti comuni, il caso più forte 

la Brillo Box di Warhol, per creare 

sgomento. 


Usato poi da tutto, da quando l'arte per 

piacere deve fare spettacolo e spiazzare...

Quindi non mi dispiacerebbe avere la Rutten 

qua per l'Expo. Lo trovo divertente ma anche 

con un sottofondo, non tanto velato, di 

polemica. Cosa sono al giorno d'oggi le 

nature morte? Sono forse le foto delle 

colazioni pubblicate su instagram? Io 

credo di si...Il fast food ha sostituito il 

calice e la brocca? Se Caravaggio fosse 

vissuto ai giorni nostri come avrebbe 

realizzato il cesto di frutta?

Con queste suggestioni vi lascio e vi invito 

ad andare a vedere il lavoro di Rebecca 

Rutten. 


il sito dell'artista il link è: