mercoledì 30 dicembre 2015

L'anello dai "poteri magici" di Giovanna d'Arco all'asta a Londra


Sarà battuto all'asta il prossimo febbraio l'anello di Giovanna d'Arco a cui vengono attribuiti magici poteri. Secondo la leggenda sarebbe stato regalato all'eroina dai genitori prima di finire sul rogo. La casa d'aste scelta per l'occasione è la Timeline Auctions.


Le foto dell'anello corrispondono alla descrizione data dalla stessa Giovanna d'Arco nel corso del processo. Secondo la sua stessa testimonianza, sull'anello c'era la scritta Jhesus Maria e tre croci casellate. Giovanna d'Arco disse ai giudici che possedeva questo anello quando le era apparta Santa Caterina. 
Dopo la sua morte il prezioso oggetto sarebbe stato preso in custodia dal cardinale inglese Henry Beaufort (1373-1447), presenta all'esecuzione di Giovanna d'Arco avvenuta nel 1431 e sarebbe stato conservato per ordine del re inglese Enrico VI.
Per le sue incisioni e la sua storia, dovuta anche alle stesse dichiarazioni dell'eroina francese l'anello è considerato un talismano, capace di far avere visioni mistiche e contatti con gli spiriti e l'aldilà.
La base d'asta è fissata dai 10.000 ai 14.000 sterline, corrispondente ai nostri 11.000-13.000 euro



Ma chi era veramente Giovanna d'arco?

Figlia di contadini e analfabeta, animata da visioni religiose, la giovanissima Giovanna d'Arco fu l'anima della riscossa francese nella lunga guerra che oppose la Francia all'Inghilterra tra il Trecento e il Quattrocento. La sua fine tragica alimentò la leggenda di questa giovane donna che sentiva di essere stata chiamata da Dio per compiere una missione: liberare la Francia dagli Inglesi.


Jeanne d'Arc, detta dai contemporanei la Pucelle ("la Pulzella", cioè la vergine) nacque nel villaggio di Domrémy nel 1412, in una famiglia contadina. Analfabeta, verso l'età di 13 anni cominciò a credersi visitata da messaggeri celesti che la esortavano alla fede e ad agire per liberare la Francia dagli invasori inglesi. La corona d'Inghilterra conservava ancora, infatti, possedimenti feudali sul suolo nazionale francese ed era impegnata in quella che sarebbe stata poi chiamata la guerra dei Cent'anni contro la debole monarchia di Francia. Giovanna si convinse di essere stata incaricata di una missione: liberare la città di Orléans dalla presenza del nemico e far consacrare re Carlo VII nella Cattedrale di Reims, così come la tradizione della monarchia francese imponeva (a causa della guerra fino ad allora era stato impossibile celebrare tale cerimonia).


Nel 1429 Giovanna, abbandonata la casa paterna, si presentò a Carlo VII che le concesse di cavalcare alla testa dell'esercito che andava a soccorrere Orléans. Non aveva compiti di comando, ma la sua singolare presenza, la sua armatura bianca, il suo stendardo e la sua spada spronarono le truppe all'azione vittoriosa. Orléans fu liberata a maggio, nel giugno l'esercito francese sbaragliò l'armata inglese presso Patay e in luglio Carlo VII fu consacrato re a Reims. Giovanna aveva rianimato la stanca campagna militare della monarchia di Francia e intorno al suo nome cominciarono subito a fiorire leggende. Ma a Carlo VII questo risultato già bastava: ai primi successi non seguì una convinta prosecuzione delle azioni contro gli Inglesi, alla quale Giovanna d'Arco invece incitava. Pur se isolata e con poche forze, la giovane continuò così a combattere e nel settembre successivo fu ferita sotto le mura della città di Parigi, che si trovava sottoposta al controllo inglese. Nel 1430, mentre il nemico si riorganizzava, Giovanna si trovò a condurre la lotta alla guida di una compagnia di 200 soldati italiani. 


Il 23 maggio, nei pressi di Compiègne, cadde prigioniera nelle mani dei Borgognoni, alleati degli Inglesi, dopo aver opposto una strenua resistenza. Il giorno successivo fu rinchiusa in un carcere con alcuni fedeli compagni. Il 24 ottobre, dopo mesi passati a peregrinare da prigione a prigione, e dopo due tentativi di evasione, fu ceduta agli Inglesi dietro il pagamento dell'enorme somma di 10.000 scudi d'oro. Carlo VII non mosse un dito per salvarla e Giovanna nel gennaio 1431 fu condotta nel castello di Rouen di fronte a un tribunale ecclesiastico asservito agli Inglesi. La comparsa sulla scena di Giovanna era stata travolgente. Con la sua foga, con le certezze provenienti dalle sue visioni, aveva mutato il corso del conflitto. Durante i durissimi interrogatori che subì, Giovanna non rinnegò nulla ed espose anzi con forza i principi della sua azione che mirava alla salvezza della Francia. Il processo si concluse nel maggio successivo. Giovanna fu dichiarata colpevole di eresia e condannata a morte. Un rogo, nella piazza del mercato di Rouen, pose fine alla sua vita il 30 maggio 1431. Diciannove anni più tardi Carlo VII riconquistò la città che era stata la scena del martirio di Giovanna. Avviò la revisione del suo processo e nel 1456 la pulzella d'Orléans venne pienamente riabilitata e consegnata alla storia di Francia. La sua vicenda non venne dimenticata e la Chiesa cattolica la dichiarò beata nel 1909 e poi santa nel 1920.

Fonti: http://www.timelineauctions.com/ | Biografia: http://www.treccani.it/enciclopedia/giovanna-d-arco 


mercoledì 23 dicembre 2015

Blogmas day 21 | 614 ANNI FA NASCEVA MASACCIO


Tommaso di ser Giovanni Cassai, detto Masaccio, naque il 21 dicembre 1401 in provincia di Arezzo a San Giovanni Valdarno. Trasferitosi con la famiglia a Firenze nel 1422 si iscrisse come pittore nell'arte dei medici e degli speziale. Della sua formazioni non si sa molto, certamente la collaborazione con il pittore Masolino di Panicale influenzò reciprocamente i due artisti. La critica contemporanea è incline a pensare che fu Masaccio a influenzare Masolino. Con il dipinto Sant'Anna Metterza iniziò una collaborazione fra i due artisti. La pala d'altare venne realizzata per la chiesa di Sant'Ambrogio a Firenze, intorno al 1424-1425, oggi è conservata alla Galleria degli Uffizi. Il legame artistico tra i due è tale che furono incaricati dai Brancacci di affrescare la cappella di famiglia. Gli affreschi, hanno come soggetto le Storie della vita di San Pietro e alcune Storie della Genesi. 


Qua si trova una delle opere più importanti dell'artista la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terreste. Masino lascia i lavori nel 1425, e Masaccio continua da solo, lasciando anche lui nel 1426. Nello stesso periodo il notaio Giuliano di Colino degli Scarsi gli commissionò un polittico per l'altare della cappella di famiglia nella chiesa del Carmine a Pisa. L'opera si compone di 25 pannelli oggi visibili in diversi musei. Tra questi vi è anche il celebre Madonna in trono con Bambino e quattro angeli, chiara è già la definizione volumetrica dei personaggi e il chiaroscuro dei panneggi, permettendo una raffigurazione realistica. Fa parte del polittico la Crocifissione, che oggi si trova al museo Nazionale di Capodimonte di Napoli, anche in questo caso il fatto sacro viene rappresentato con intento realistico, basti guardare il capo del Cristo incassato nelle spalle a rappresentare l'abbandono della morte; inoltre se pur è presente il fondo in oro, cosa che chiude ogni possibilità di rappresentazione spaziale, qui l'illusione della profondità è ben rappresentata per esempio dalla Maddalena in primo piano, della quale Masaccio riesce a far intuire il dolore anche se viene rappresentata di spalle. 



Masaccio morì prematuramente a Roma alla fine del 1428 a soli 27 anni, la leggenda dice fu avvelenato da un suo rivale.



Fonte: www.storiadellarte.com

martedì 22 dicembre 2015

blogmas day 20 | L'ARTE E' MORTA?

In continuazione si cerca una risposta sulla “questione arte contemporanea”. L’arte è morta come sosteneva Hegel? Ha subito un cambiamento come scriveva Benjamin? È incomprensibile alla gente, come sostengono in molti?
Siamo abituati ad una concezione di arte che predilige l’opera rinascimentale, perché “rappresenta” meglio di molte altre la realtà che ci circonda, la più vicina, la più istantanea da capire. La prospettiva sembra, ancora per molti, il livello più alto mai raggiunto. Pensandoci, però, è un'arte che, con una tecnica, rappresenta ciò che vede l’occhio umano, non ciò che è.  


Picasso cercava di rappresentare tutto ciò che era il mondo, in tutte le sue visioni, non solo prospettiche e creò il Cubismo, una rivoluzione artistica, ma sempre nei limiti della pittura e della scultura, lo stesso principio valse anche per tutte le altre avanguardie. Il mezzo rimase sempre tradizionale. 


La situazione cambiò con Marcel Duchamp, ciò che per molti fu vissuta come una beffa, per altri ha creato l’arte odierna. Una convinzione lecita se si pensa al ready-made. Un oggetto privato della sua funzione diventa un'opera d’arte. Un oggetto senza più utilità è arte. Perché dovrebbe essere considerato tale solo per il fatto che un artista dice che lo è? Quell'oggetto diventa un'opera d'arte dal momento in cui perde la sua utilità, e si innalza nel mondo del concetto e del pensiero.


Ma torniamo all'arte contemporanea. Essa si è tolta dall'obbligo della pittura e della scultura, questo ha determinato un senso di caos, può, ed è fatta, con diverse tecniche e materiali. Chi può dire che è meglio o peggio dell’arte con pittura e cavalletto? Se un artista utilizza aceto e marmo per creare e si scorda del cavalletto è forse destinato a essere considerato inferiore non arte? Non ha dovuto anche lui, come Michelangelo prima e Picasso poi, studiare l’opera, rappresentare una funzione, utilizzare un linguaggio ancora acerbo? Prima delle avanguardie si utilizzava la pittura, ma cosa è mai la pittura? E' materia, la materia che permette all'artista di creare un opera d’arte, di trasportare il naturale in concetto. La pittura è materia, cosa cambia se un artista usa una materia o un’altra? Una tecnica diversa? Tanto è materia, tanto è tecnica diversa. È la materia che viene plasmata dall'artista a creare un'opera, la materia può essere la pittura, il blu di Matisse, il bronzo, il marmo di Michelangelo, ma è materia, come lo è l'Orinatoio di Duchamp, o il poliestere o la plastica.


L’utilizzo di tecniche diverse era inconcepibile in precedenza, perché l’arte era vincolato da canoni e regole accademiche.
Ma dacché queste dogmi sono stati sciolti, è lecito dire che utilizzare materia o tecniche diverse non cambia il risultato funzionale del concetto artistico. 

  

Se si sostiene che l'arte in passato era comprensibile alle masse, era perché così doveva essere, svolgeva la sua funzione, quello che la committenza voleva. I dogmi erano strettamente fissati e rispettati, con un obiettivo da raggiungere. Gli artisti dovevano utilizzare quelle tecniche. Ora invece, viviamo in un arte, che si può definire liberata e non morta, pronta a rilevare la sua funzione, senza dover per forza rappresentare.


Allora se possiamo utilizzare tutto quello che vogliamo, non ci sono più tecniche stabilite, allora vale tutto, può essere fatta con tutto e ha ragione di essere perché è detta da chi l’ha creata.

blogmas day 19: I BACI PIU' BELLI DELLA STORIA DELL'ARTE

   
Ieri all'associazione Up Art Lab c'è stata un'iniziativa molto interessante e in vero clima natalizio. Nell'atrio della loro sede, a Palazzo Roncalli, è stato posizionato del vischio. Molti innamorati ne hanno approfittato! Questo mi ha fatto pensare ai baci artistici, i più belli e famosi della storia dell'arte. Ne ho selezionati alcuni per voi. 

1 IL BACIO, FRANCESCO HAYEZ 1859


Simbolo del bacio per eccellenza in questo quadro l'autore riunisce le principali caratteristiche del romanticismo storico italiano. L'abbraccio tra i due amanti annulla ogni contrasto, sia cromatico che, nel significato vero dell'opera, politico. L'uomo, mentre bacia la sua amata, appoggia la gamba sul gradino, come se fosse una visita fugace, come se da un momento all'altro dovesse andarsene. Questo espediente aumenta la carica sessuale di tutta l'opera. La scelta dell'artista di celare i volti dei giovani riesce a dare più importanza all'azione, al momento unico. 




2 COMPLEANNO, MARC CHAGALL 1915


Cosa si prova a baciare la persona amata? Lo spiega benissimo Marc Chagall nel suo celebre dipinto Compleanno. La sensazione di amare ed essere amati culmina in un bacio, così meraviglioso da far "volare" gli amanti. I due volteggiano, sospesi in quell'attimo eterno catturato dall'artista. La delicatezza di Chagall si nota anche nella postura che assume, inumana, ma capace di far comprendere la leggiadria del suo stato d'animo. Il quadro fu dedicato alla moglie.





3 IL BACIO, PABLO PICASSO 1925

Picasso e il rapporto con le donne, numerosi trattati sono stati scritti a riguardo, una cosa è certa, l'artista viveva tutto con passione. 
E la stessa cosa accadeva con l'amore. 
Erotico, sensuale e sessuale questo dipinto è carico di passione. Il bacio tra i due amanti è così carico di energia e amore che a mala pena si distinguo i loro volti: chi è uomo? chi è donna? Cosa accade quando si bacia? 
L'opera inoltre è il manifesto di un nuovo periodo per l'artista, che coincide con l'avvento del surrealismo nel mondo dell'arte. Picasso non aderì alla corrente ma frequentava gli intellettuali che ne facevano parte. 



4 IL BACIO, GUSTAVE KLIMT 1907-1908

Probabilmente il dipinto più famoso dell'artista, rispecchia a pieno i canoni dell'arte secessionista. Il quadro mostra l'uomo, in piedi, nell'azione di piegarsi per baciare la donna che è inginocchiata su un prato fiorito. Si noti il volto di lei che si ritrae, opponendosi al bacio, ambiguo però è lo sguardo della donna, pronta a lasciarsi andare alla passione. Sullo sfondo notiamo la forte tendenza all'utilizzo del color oro e del decorativismo. Le forme geometriche invece, rettangolari per l'uomo e tondeggianti per la donna alludono al sesso dei due protagonisti. 



5 BACIO A LETTO, HENRI TOULUOSE-LAUTREC 1892

Cresciuto in campagna, Touluose iniziò la propria carriera come paesaggista, fino a quando, verso la fine degli anni '80 dell'800 non si trasferì a Parigi. L'artista rimase affascinato dallo sfarzo della capitale, ma soprattutto dalla vita notturna, fonte di particolare interesse erano le donne, tanto d'affittare una stanza all'interno di un bordello. Qui nasce la serie di dipinti incentrati sulle stanze che raccontano la vita quotidiana delle prostitute, realizzando in tale maniera ritratti del tutto unici. 



sabato 19 dicembre 2015

POMPEI RINASCE. A NATALE RIAPRONO SEI DOMUS


Finalmente un regalo di natale come si deve. Il 23 dicembre saranno aperte, dopo i restauri, sei domus di Pompei. Alla riapertura sarà presente anche il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini. Le domus sono quelle di Paquio Proculo, del sacerdos Amandus. del Frutteto, del Criptoportico e la Fullonica di Stefano ed Efebo, ultimata pochi giorni fa. 


Sicuramente sarà meraviglioso poter vedere le pareti del Criptoportico poichè il proprietario aveva fatto realizzare una vera e propria pinacoteca. Interessante il mosaico della domus Paquio Proculo il cui soggetto è un cane. Completamente dipinta con piante e frutta sono le pareti del Frutteto. La Fullonica di Stefano è una tipica lavanderia pompeiana con bottega a pianterreno ed abitazione al primo piano.


Inoltre, per l'occasione, verrà mostrato il nuovo logo, studiato per portare l'immagine di Pompei in tutto il mondo.
Entro natale dovrebbero anche essere finiti i restauri del Tempio di Iside. 






Potrebbe interessarti:http://www.napolitoday.it/cronaca/pompei-domus-aperte-natale-2015.html
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LE MIGLIORI CANZONI DI NATALE

Ogni natale ha le sue canzoni, e sono sempre le stesse, fanno parte della nostra tradizione e devono rimanere tali. 
Per questo motivo ho selezionato per voi 6 canzoni imperdibile e che dovete per forza avere nella vostra playlist

1 ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU 


Mariah Carey da il meglio di sè in questa canzone pop che in pochi anni è diventata una delle più famose di sempre. In fondo l'unica cosa che vogliamo per natale è la persona amata.

2 LAST CHRISTMAS



Anni '80 forever, videoclip e melodia inconfondibili. Ne sono la prova i capelli cotonati, i maglioncino giganti e George Michael prima del coming out. 

3 SANTA BABY



Adorabile, ironica, dolce. Da ascoltare, la canzone originale è di Eartha Kitt.

4 JINGLE BELL ROCK 


Che altro aggiungere, di meglio non c'è...

5 OH HAPPY DAY



Un inno alla gioia e all'amore nella versione dei The Edwin Hawkins Singers.

6 HAVE YOURSELF A MERRY LITTLE CHRISTMAS


In questo caso nella versione di Kelly Clarkson che scalda il cuore e l'anima.

Le mie canzoni preferiti terminano qua, le vostre quali sono? A domani con un altro blogmas. 



REGALI AD ARTE

Avevo già fatto un post al riguardo ma le idee non sono mai abbastanza, volevo quindi segnalarvi altri regali ad arte. 

Arthemisia Group è uscita con proposte allettanti:

1 JAMES TISSOT AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE


La mostra James Tissot in corso al Chiostro del Bramante di Roma offre un'opportunità: dal 21 dicembre al 10 gennaio, dal lunedì al venerdì l'ingresso alla mostra costerà 9 euro. Regalatevi la mostra sul grande pittore francese, con 80 opere provenienti dai più importanti musei del mondo e rivivrete la magia della Parigi di fine '800, tra balli, feste e una società in rapida evoluzione.

Per tutte le informazioni visitate il sito

2  SEURAT VAN GOGH MONDRIAN


Una gift card? Regalate la mostra "Seurat, Van Gogh, Mondrian. Il post impressionismo in Europa" e donerete un'esperienza unica nella storia del colore. Al Palazzo della Gran Guardia di Verona. 
Per tutte le informazioni visitate il sito


3 I AM MILAN



Amate l'arte milanese? Perchè non regalare il libro illustrato da Carlo Stanga, edito da Molenskine. 

4 KIT NATALIZIO DI AMBROGIO


Per questo Natale regalate il kit natalizio di Ambrogio che potete trovare allo shop del Museo Poldi Pezzoli di Milano. Al costo di 10 euro avrete la Casemuseocard:
- un ingresso nelle 4 Case Museo di Milano
- una mappa gioco
- un regalo al termine di ogni visita
- una sorpresa finale per chi completa il percorso 

Per informazioni visitate il sito: 

A domani con un nuovo post e tanti altri blogmas!







PANICO NATALIZIO? COME ORGANIZZARE AL MEGLIO IL NATALE SENZA STRESS


Dicembre è un mese impegnativo tra lavoro, regali, cene tra colleghi e parenti. 
Come organizzarsi al meglio senza andare in panico? 
Io ho da proporvi 5 piccole dritte, semplici ma risolutive.

FARE UNA LISTA delle persone a cui fare il regalo e scrivere accanto cosa farle. 
In questo modo potrete velocizzare il tutto e se conservate la lista, l'anno prossimo non rischierete di fare lo stesso regalo, o uno simile.

2 
FISSARE UN BUDGET
Sia per le spese, sia per i regali, il budget deve essere realistico e non bisogna superare le proprie possibilità, così da non avere brutte sorprese a gennaio e arrivare come si suol dire "con l'acqua alla gola". Il regalo deve essere fatto con il cuore, non per forza deve essere costoso.

3 COMPERARE I REGALI IN ANTICIPO
E' sempre meglio prepararsi già prima in modo da trovare quello che si cerca e non rischiare di spendere di più senza avere trovato il regalo perfetto. In questo modo si evitano anche le code ai supermercati e nei negozi.

4 ORGANIZZARE LA SPESA DI NATALE 
Avete cene e pranzi da dover organizzare o più semplicemente dovete fare la spesa di natale? E' inevitabile andare pochi giorni prima del 25 ma bisogna organizzarsi. Tutte le preparazioni che possono essere fatte in anticipo fatele e poi surgelate. Il 24 ricordatevi di toglierle dal freezer e lasciate scongelare naturalmente. 

5 NON FARE TUTTO DA SOLI
Se dovete lavorare, avete delle cene da programmare, i regali da comperare e mille altre cose da fare, evitate che il natale diventi un momento di stress invece che di gioia! Fate quello che riuscite nelle vostre possibilità, godetevelo, è un momento magico dell'anno in cui si sta con le persone che si amano. Entrate nello spirito natalizio e qualche volta dite no. Non siamo wonder woman. Quindi fatevi aiutare, non cucinate tutto voi, delegate anche agli altri familiari, è natale anche per voi! 

Ci vediamo domani con un nuovo post di Blogmas! 

Vi lascio anche il link utile di una youtuber molto brava da cui ho preso spunto per l'articolo. A casa di giulia

martedì 15 dicembre 2015

Facciamo un gioco?

Ebbene si, anche l'arte può essere un gioco e perchè non farlo insieme? 


Lo sa bene Rafael Rozendaal, famoso al pubblico per le sue opere ispirate ai siti web. Rozendall è un artista della grafica, del colore e dell'immagine. Così ha pensato di creare un'opera d'arte che tutti potessero usare, come? Utilizzando il browser più famoso al mondo google chrome! In pratica, grazie a una semplice applicazione scaricabile dal sito di Rafael e in accordo con Google l'utente può decidere di "visualizzare" come sarebbe l'interfaccia di internet se fosse astratta. Ogni codice html corrisponde a colori, insomma Rozendall mostra quello che i programmatori semplificano e lo colora, ciò che ne esce è una moltitudine di quadri astratti che variamo sempre a seconda di che siti visitate.

Allora siete pronti a giocare?


Performance di un "Natale suscettibile"


Arte il faro non smette di stupire, questa volta la "comune di artisti" tanto diversi ma tanto uniti tra loro hanno organizzato per natale, sotto la curatela di Elisa Marchesani, una performance-mostra molto particolare.


Partiamo prima di tutto dall'allestimento che è stato realizzato con una cura e una raffinatezza che ha definito perfettamente l'obiettivo della mostra. Una tavola illuminata ad arte, dall'aspetto decadente, come decadente dovevano essere le dimostrazioni degli stereotipi tipici del periodo natalizio. 



Sviluppata con una tovaglia bianca, vecchie pagine di libro su cui sono disegnate le posate, l'argenteria che una volta era preziosa ma di cui ora non resta nulla. Un senso del natale che come un vecchio nobile rimasto solo nella sua tenuta non ha più servi ad aiutarlo ma solo la solitudine di un tempo che è passato e che mai potrà ritornare. 



Alle pareti le opere d'arte degli artisti e intorno al tavolo gli artisti stessi che seduti inscenavano una finta festa. Uno alla volta hanno dato via alla performance leggendo un loro pensiero sincero e schietto sul natale. Chi evocava ricordi di quando era piccolo, chi denunciava il troppo consumismo, chi dava vita ad ambientazioni favolistiche e chi ancora raccontava un natale di solitudine. Insieme a loro un attore che dava enfasi e legava tutte le recite. 



Per gli spettatori è stato un momento di riflessione e per gli artisti un'occasione per "mettersi a nudo". Un dare e avere che ha creato una situazione di empatia e di reciproco scambio. 



Ale Puro e le sue nuvole di carta


"Per diventare bambini occorre una vita". Questa celebre frase di Pablo Picasso mi è venuta in mente visitando la mostra Nuvole di carta, personale dell'artista Ale puro, presso lo Spazio B a Vigevano. 
L'artista ci porta in un mondo fatto di delicatezza e leggiadria, una dimensione dolce, a tratti sognante e malinconica. I suoi personaggi riescono in un intendo assai arduo: riflette il bimbo dentro di noi, i nostri "mini me" e lo fa senza gioco, burle o scherzo, lo fa entrando nello stato più intimo delle nostre emozioni. Non si può non amare le sue dolci creature e volerle portare con 



La mostra è immersa in un'atmosfera fatta di sospensione e dolcezza. Mentre si ammira un quadro si è piacevolmente interrotti dalle sculture caratterizzate da colori delicati ma allo stesso tempo vivaci, di un verniciato intenso. Immagini già che queste creaturine si animano, che il bimbo sull'altalena che appeso in mezzo alla sala inizi a dondolare, che dal flauto della bambina esca una melodia e che il cane scodinzoli sul serio. 



Lo stile è quello unico dell'artista, inconfondibile, un tratto distintivo che lo differenzia dagli altri, sia che la superficie pittorica sia un muro, una tela o un pezzo di carta. I colori, principalmente pastellati sono disposti a campiture e incorniciati da un tratto nero. Un rimando alla tradizione fumettistica ma anche a quella del famoso writer Keith Haring






Ale puro è capace di creare una sintonia tra il visitatore e l'opera d'arte, il legame che si crea è di tipo empatico e permette al pubblico di poter fare un viaggio emozionale e sincero, tipico dell'età dell'innocenza, appunto puro.

Nuvole di carta a cura di Gaia Rotango
Spazio B, Palazzo Sanseverino
Corso della Repubblica 19,Vigevano 
Dal 12 al 21 Dicembre