sabato 27 giugno 2015

INAUGURA IL 3 LUGLIO TRANSOCEANICA LA MOSTRA CHE PORTA L'ARTE ITALIANA IN MESSICO E VICEVERSA

Montserrat Gomez Maya all'anteprima della mostra

Quando i grandi progetti nascono da persone che ci credono e lo fanno perchè amano l'arte, ecco che tutto diventa possibile. E' questo il caso dell'artista, architetto e visual-designer Montserrat Gomez Maya. Appassionata, ambiziosa e intraprendente è riuscita in un'operazione alquanto complicata e difficile: ha realizzato una mostra itinerante. E voi giustamente mi direte: "Questo ormai è la norma", è no...perchè Montserrat l'ha fatto in grande e ha scelto due stati non propriamente vicini, il Messico (sua patria d'origine) e l'Italia (sua patria adottiva). 

When the great project borned from people that believe in their, because they love art, all it’s possible.
That’s the example of the visual designer and architect Monserrat Gomez Maya
Passionate, ambitious, enterprising succeeded in a somewhat complicated and difficult, in fact she achieved a traveling exhibition.You rightly say me “ that’s normal” but is not so…. Because Monserrat did great and chose two States not properly close, Mexico (where she is born) and Italy (his adopted home)


Montserrat Gomez Maya

La mostra si chiama "Transoceanica" ovvero "del otro lado del charco” ed evoca tutta la distanza geografica, culturale e ambientale di questi due mondi. 
Sarà proprio al di la dell'oceano, che verranno esposte le opere di 16 artisti messicani e 16 artisti italiani. Si tratta di un'idea brillante, uno scambio. L'arte italiana sarà esposta in Messico e quella messicana in Italia. Per fare questo Mont ha riunito numerosi artisti e a livello italiano l'associazione "Arte il Faro".  

The exhibition is called "Overseas" or "del otro lado del charco" and evokes all the geographical distance, culture and environment of these two worlds. 
It will be just the ocean, which will be exhibited works by 16 Mexican artists and 16 Italian artists. This is a brilliant idea, a trade. Italian art will be exhibited in Mexico and the Mexican in Italy. To do this Mont brought together several artists and the Italian Association " Arte il Faro".


Le città scelte per le due esposizioni sono: Guadalajara in Messico e Vigevano in Italia. Montserrat dice : " Volevo coinvolgere totalmente gli artisti in un interscambio,  a testimonianza che l’arte è un linguaggio universale che trascende le frontiere dei paesi e delle società per dialogare attraverso forme e colori. Entrambi i gruppi hanno preparato due opere a tema e tecnica libera, di piccolo formato. Quelle italiane cercheranno occhi e anime stranieri a cui parlare e raccontare del made in Italy artistico, mentre le altre messicane porteranno non solo nuvole, ma anche colori, sapori e nuovi impulsi creativi."

The cities chosen for the two exhibitions are: Guadalajara in Mexico and Vigevano in Italy. Montserrat says: "I wanted to fully engage the artists in an interchange, a testimony that art is a universal language that transcends the borders of countries and societies to communicate through shapes and colors. Both groups have prepared two themed works and freestyle, of small size. Italian anime and foreign eyes to try to talk and tell of made in Italy, while the other will bring clouds not only Mexico, but also colors, flavors and new creative impulses. "

alcune opere degli artisti in mostra

La prima tappa del progetto prevede l'esposizione delle opere dei vigevanesi il giorno 3 luglio, mentre la seconda riguarda la mostra delle opere dei messicani nelle sede di Arte il faro il giorno 30 agosto. Vigevano sarà rappresentata dalle opere di: Marco Favazzi, Chiara Luise, Domenico Bernacchi, Elisa Marchesani, Gió Marchesi, Melita Briguglio, Giordana Zuffardi Valdivia, Francesco Palermo, Gabriella Maldafassi, Alda Lusona, Jean Mégier, Daniela Tabarin, Gaetano Melilli, Silvana Giannelli, Anna Maria Olivelli e Montserrat G. Maya.

The first stage of the project involves the exhibition of works of the day July 3 italians, while the second relates to the exhibition of the works of the Mexicans in the Arte il Faro venue the day August 30. Vigevano will be represented by the works of: Marco Favazzi, Chiara Luise, Domenico Bernacchi, Elisa Marchesani, Gió Marchesi, Melita Briguglio, Giordana Zuffardi Valdivia, Francesco Palermo, Gabriella Maldafassi, Alda Lusona, Jean Mégier, Daniela Tabarin, Gaetano Melilli, Silvana Giannelli, Anna Maria Olivelli e Montserrat G. Maya.
particolare mostra 

A Guadalajara la mostra ha suscitato così tanto interesse e curiosità che il 19 giugno è stata organizzata un anteprima presso la brunch gallery del Brewhouse, dove un folto pubblico eterogeneo tra appassionati, artisti locali e critici d'arte, ha assistito curioso all'evento. 
L'esposizione vera e propria sarà visibile dal 3 luglio presso la galleria d'arte messicana "5PM". A vigevano invece la mostra aprirà il 30 agosto, alle ore 18.00 , presso Arte il Faro via Cairoli 4.

In Guadalajara, the exhibition has aroused so much interest and curiosity that June 19 was organized a brunch at the preview gallery of the Brewhouse, where a large audience among heterogeneous fans, local artists and art critics, saw curious event. 
The show itself will be visible from 3 July at Mexican art gallery "5PM". In vigevano, the view will open August 30, at 18.00, at the Arte il Faro via Cairoli 4.

venerdì 26 giugno 2015

Il nuovo acquisto del MoMA? Il simbolo della lotta ai diritti omosessuali



Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Ho deciso di farlo proprio oggi perchè gli Stati Uniti d'America hanno decretato legale il matrimonio tra le persone omosessuali e io aggiungo che era ora! L'amore non ha sesso, religione, distrinzioni, l'amore come dice Ligabue è "l'unica cosa che può fregare la morte". Io spero, prima o poi, di vivere in un paese dove due persone dello stesso sesso, e che si amino, possano sposarsi e formare una famiglia. 
Ebbene si, la famiglia non è solo genetica. La famiglia non è quella della Mulino Bianco. La famiglia quella con la F maiuscola è formata da persone che si amano più di loro stesse. E' così difficile capire un concetto così semplice?! Non capisco perchè ancora si possa dire che un amore è "illegale". 
Nessuno ha il diritto, nemmeno lo stato, nemmeno dio, di decretare che due persone non si possano sposare. C'è tanto odio nel mondo, tante cose orribili, c'è il padre che stupra la figlia, la mamma che si droga, il nonno che è un alcolizzato, ci sono ladri, omicidi, stupratori, terroristi, queste sono cose illegali! L'amore no...è solo un tabù stupido e antico.
Io dico no! Io urlo che GAY IS OK! #stopomofobia
Per festeggiare questa giornata voglio parlarvi di uno degli ultimi acquisti fatto dal MoMa: La bandiera simbolo della lotta per i diritti dei gay. 

Ma chi l'ha inventata? L’artista Gilbert Baker nel 1978 a San Francisco. Il MoMA però questa volta ha fatto il colpaccio e ha acquistato il prototipo della bandiera. Era il 25 giugno del 1978 quando la bandiera arcobaleno veniva utilizzata pubblicamente per la prima volta, in occasione del San Francisco Gay and Lesbian Freedom Day Parade. Ed era, in origine, una bandiera un po’ diversa. Le bande colorate erano otto, ognuna connessa a una simbologia precisa, mutuata dall’immaginario new age: Rosa per la  sessualità, Rosso per la vita, Arancione per la salute, Giallo per la luce del sole, Verde per la natura, Turchese per la magia, Blu per la serenità, Viola per la spiritualità. Col tempo le bande colorate furono ridotte a sette, poiché il tessuto rosa non era facilmente reperibile nei magazzini di tessuti; infine, anche la striscia turchese fu eliminata. La versione definitiva è dunque con sei colori, simile alla bandiera della pace (che ne ha sette) ma con una disposizione cromatica speculare.
Fonte: www.artibune.com

sabato 20 giugno 2015

YOKO ONO ONE WOMAN SHOW AL MOMA

Conoscete la tecnica giappone Kintsugi? Consiste nel riparare gli oggetti rotti con dell'oro per renderli ancora più preziosi. Oggi vorrei parlarvi di questa tecnica perchè è stata usata da un'artista straordinaria: Yoko Ono.



Il museo Moma di New York le ha dedicato una retrospettiva molto affascinante, che sta avendo un successo pazzesco. One woman show. Forse finalmente ci si è resi conto che questa grande artista concettuale merita di essere premiata e riconosciuta per il suo talento. Lei rappresenta il concettuale che amo nell'arte contemporanea. Quell'arte che giustamente nasce dal pensiero e dal concetto e si espande e si capisce e la si ama, è un'arte che non viene fatta per puro merchandising, per vendere o fare scalpore. E' un'arte intelligente, e lasciatemelo dire in giro ce ne è ben poca. E' arguta e tocca temi importanti della nostra società, storia, politica e vita.


Yoko ha ripreso questa tecnica e ha, in collaborazione con Illy caffè, creato sei tazzine, con scritto sopra sei avvenimenti storici di massima importanza avvenuti nel passato,  Nanchino, Guernica, Dresda, Hiroshima, Mai Lai e l'8 dicembre 1980, Il Dakota. Sei tazzine rotte e riparate con l'oro. Quanta poesia in un tale gesto. Yoko vuole dirci che qualunque fosse stata la catastrofe o l'avvenimento importante il mondo si spacca ma poi va avanti,prosegue, e lo fa con o senza di noi. L'umanità è capace di atrocità ma è anche capace di unirsi e migliorarsi. 


Insomma se qualcuno pensa ancora che Yoko Ono sia solo "quella" che ha fatto sciogliere i Beatles si deve ricredere. 


giovedì 18 giugno 2015

TENDENZE: CINQUE SHOP CHE VI FARANNO IMPAZZIRE

Oggi è la giornata delle scoperte! Ho deciso di fare questo post per "segnalarvi" specialmente alle mie affettuose donzelle dei siti internet che mi stanno piacendo moltissimo. Alcuni li ho scoperti su Pinterest, altri ancora su Instagram o facebook.

A volte moda e arte possono coincidere o meglio moda e creatività, e navigando appunto sul web ho scoperto questo sito che unisce entrambe le cose. Totokaelo è un piacere per gli occhi, in vendita c'è sia l'abbigliamento che vari oggetti di designer e di artisti, un mix vincente. Il sito punta ad uno stile minimal ma coinvolgente, si parla di struttura e attenzione per il materiale. http://totokaelo.com/

         Shabd Small Pillow (Desert)     Raquel Allegra Trench Coat (White)


Totokaelo - Rachel Comey - Chronical Dress - Black


Sempre su questo mood ma meno androgino e più poetico ho trovato Loupcharmant, si ispira al candore, al mare, a quei tessuti che sono senza tempo, solidi e stabili. La collezione di quest'anno propone colori chiari, il bianco candido è inconfondibile, le scollature e le larghezze passate donano confort e uno "vecchio stile" che ci cattura e ci piace moltissimo.  http://loupcharmant.com/


                         




La giovane stilista Federica Zancan ha creato La sartoria dei confetti e dire che ne me sono innamorata è poco! Lo stile è romantico, vintage ma attuale, un mix di ottime stoffe e glamour assicurato. Un'eleganza mai pronunciata. 







Quello che ho apprezzato di più sono le gonne, i tessuti scelti con cura, uno stile vaporoso ma mai sdolcinato, e vogliamo parlare degli abbinamenti? La sartoria dei confetti merita di essere visitata. Avere un capo nel nostro armadio è sicuramente un piacere.




Le immagini sono state prese non dal sito internet ma dal suo instagam vi lascio il link  per seguirla https://instagram.com/lasartoriadeiconfetti/ 
Inoltre vi lascio il suo shop on line http://lasartoriadeiconfetti.bigcartel.com/

Gli ultimi due io li adoro per gli accessori. Il primo è il nuovo shop on line Glitter Room http://www.glitterroom.it/ della blogger e  youtuber Federica Piccinini, la seguivo già per il suo stile sia sul suo blog http://www.sweetasacandy.com/ che su yt. Questo Shop ha pezzi veramente di tendenza, basta una delle sue borse o delle sue collane per essere perfette anche in spiaggia! Insomma Federica anticipa le mode e le tendenze e lo fa con la solita classe e gentilezza che la contraddistinguono. 

http://www.glitterroom.it/product/borsa-borchie-nero

http://www.glitterroom.it/product/borsa-in-pelle-blu-china

http://www.glitterroom.it/product/borsa-color-block-bianco-rosa-beige

Le immagini che vedete sono prese dal suo shop on line, nella didascalia trovate direttamente il link del sito riferito all'oggetto in merito. Non potevo non parlare del pezzo forte che sta "spopolando" sui social, specialmente su instagram: il telo mare. E' un telo particolare, con dei volants che lo rendono frizzante ma mai infantile. In Glitter Room sono i dettagli a far la differenza. 

http://www.glitterroom.it/product/spugna-con-volant-panna-e-lilla


L'ultimo negozio che voglio mostrarvi è Chez Colette, si trova a Vigevano e ha sempre pezzi unici! Aggiungerei che quando si entra si respira un'aria shabby chic, curata nei minimi particolari. Una bomboniera nel cuore del centro storico della città. 


           


             


Anche Chez Colette segue le ultime tendenze in fatto moda. Capi unici e di ottima qualità! Non so se fanno vendita on line ma vi lascio il contatto facebook 

domenica 14 giugno 2015

I PREFERITI DI MAGGIO

Un post diverso dal solito ma che mi avete richiesto su fb in diversi. I miei preferiti del mese di maggio, un articolo più chiacchiericcio.
Ma iniziamo subito!

1 - Mostra preferita 

Questa è facile, sicuramente la mostra GREGORIO BOTTA. UN'ALTRA ULTIMA CENA, realizzata da me e dai miei colleghi per La Triennale di Milano. E' stato un'emozione unica poter collaborare con un'artista del suo calibro e con un'istituzione del mondo dell'arte. Non perdo altre parole e vi lascio il link al mio articolo sulla mostra.
http://outartlet.blogspot.it/2015/05/gregorio-botta-unaltra-ultima-cena.html



2-  Opera preferita

Non ci sono dubbi è Autoguarigione dell'artista Michele Rinaldi
Trovate l'intervista a questo link : http://outartlet.blogspot.it/2015/05/michele-rinaldi.html
Mi piace perchè mostra le nostre ansie, le nostre paure, le nostre vittorie, mostra l'anima e i suoi tormenti.



3- Foto preferita

John Lennon & Yoko Ono di Annie Leibovitz




4- Libro Preferito 

"Lo potevo farlo anche io. Perchè l'arte contemporanea è davvero arte" di Francesco Bonami, interessante perchè tenta in tutti i modi di spiegare quell'intreccio che è l'arte contemporanea ai più. Al cittadino medio che ama vedere le partite di calcio e buona domenica, insomma Bonami usa tutta la sua astuzia per vincere contro chi pensa che l'unica arte sia quella appesa a una parete. Consigliatissimo a chi ancora a dei dubbi o anche solo per riflette. 


Vi lascio anche la trama: Tutti, almeno una volta nella vita, davanti a un'opera d'arte contemporanea abbiamo pensato: "Questo lo potevo fare anch'io!". Eppure i critici ci assicurano che si tratta di capolavori, mentre i collezionisti spendono cifre da capogiro per quadri che sembrano tele imbrattate e sculture che appaiono come ammassi di rottami. Come è possibile che una tela strappata possa chiamarsi "arte"? Gli artisti contemporanei sempre più spesso occupano le pagine dei giornali, mentre il loro lavoro è circondato da un'aura di mistero che ne fa un prodigio alla cui comprensione sembrano ammessi solo pochi eletti. Eppure tutte le grandi capitali del mondo occidentale hanno ospitato esposizioni sempre più grandi e costose, producendo un giro di affari di tutto rispetto. Francesco Bonami sfida il lettore ad "assaggiare" le opere senza pregiudizi, aiuta a capire cosa distingue un grande da un pessimo artista, cosa ha fatto sì che Marcel Duchamp o Andy Warhol abbiano superato la prova del tempo e perché invece tanta parte del lavoro di un pittore come Renato Guttuso o di uno scultore come Arnaldo Pomodoro siano sopravvalutati. Spiega perchè Anish Kapoor piace a tutti al primo sguardo e ci svela cosa si nasconde dietro il clamore e lo scandalo delle opere di Maurizio Cattelan. E se è vero che nell'ultimo secolo l'arte si è evoluta al punto da essere quasi irriconoscibile, Bonami ci fa capire una volta per tutte perché non è vero che potevamo farlo anche noi.

5- Top tendenze

Per questo mese sono due, un combo perfetta, e si faranno ricordare, scarpe e pantaloni. Pantaloni slim con il risvoltino e i tagli molto evidenti, più ci sono tagli, meglio è. Insieme queste scarpe, che non sono tennis, non sono ciabatte, non sono ballerine, sono un mix. 





                                
6- Top Hair

Ebbene si anche io ci sono cascata, ho resistito allo shatush ma al bronde no... Un mix tra il castano che lentamente diventa biondo chiaro e ancora più chiaro. Divertente, sbarazzino ma elegante e in più ha la capacità di illuminare il viso. E' indicato a chi ha una base castana, meglio se castano chiaro, non fate l'errore di fare nero e giallo...niente ape Maya please. 



7 - Top Beauty 

E' iniziato il caldo e Kiko è uscita con una nuova linea di correttori aranciati per chi si abbronza e per combattere le occhiaie più importanti. 

Dark Circle Concealer


8- Frase preferita

E' stato un mese di scelte difficili e di consapevolezze ed è per questo che ho trovato illuminante come un mantra questa frase della Disney.

"Il coraggio non è l'assenza di paura, ma la consapevolezza che qualcosa è più importante della paura."


Questo è tutto, ci ritroviamo il prossimo mese con questa rubrica per i preferito di giugno!

sabato 13 giugno 2015

Omaggio alle sorelle Fontana, le stiliste che portarono il made in Italy nel mondo

Ho una profonda ammirazione per le donne che sognano. C'è l'ho da quando sono piccola, ammiravo la Sirenetta che sognava di avere le gambe, destavo Cenerentola che sgobbava tutti i giorni. Insomma l'emancipazione femminile per me è sempre stato un vero vanto e lo è ancora di più da oggi. Per caso mi sono imbattuta in un film dedicato a Micol Fontana, stilista e fondatrice insieme alle sue sorelle di una delle più grandi firme della moda dagli anni 50' in poi. 



Devo anche ammettere che non conoscevo la sua storia, ma mi sono subito appassionata e ammirato queste donne forti e femminili. 
Micol Fontana, originaria dell'Emilia Romagna, credeva nei sogni e in questi giorni è venuta a mancare e io voglio omaggiarla, come simbolo dell'arte, della moda, del made in Italy e soprattutto della donna. 
Si trasferisce a Roma con le sue sorelle per inseguire il sogno di confezionare abiti, è una sarta bravissima, ma ha qualcosa in più, sa anticipare le tendenze, sa pensare a un abito, insomma sa creare. Lavora come sarta negli anni 30, è sposata con un uomo che è tutto fuorché leale, le mente e quando lei lo scopre, anche se incinta di pochi mesi, lo lascia e si riappropria della sua vita. 


E' forte Micol, più di tante altre, ha dei progetti grandi, possiede la verve di chi sa guardare oltre, di chi vuole farcela e ce la mette tutta per farlo. Soffre la fame e la sete ma va avanti. Finchè un giorno, l'incontro fortunato con la principessa Caetani della Roma bene non la fa conoscere nell'alta borghesia romana, i suoi abiti saranno i più desiderati. La cosa che mi ha resa ancora più incredula è che lei e le sue sorelle non avevano soldi e nonostante questo hanno aperto la loro casa di moda, e non l'hanno fatto in un periodo tranquillo, lo hanno fatto nel 1940 all'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Ero incredula nel pensarlo. Una donna sola, con una figlia, senza soldi che durante un periodo così difficile decide insieme alle sue sorelle di aprire un atelier di moda. Questo è essere sognatori, questo è crederci, questo è pensare di potercela fare sempre, ad ogni costo. I tessuti per confezionare la loro prima sfilata li hanno comperati grazie alla vendita di galline al mercato nero. 




Se ci penso che ora molti mi dicono che non vogliono aprire un'attività in cui credono perchè è un brutto momento e c'è crisi mi viene da sorride, immagino tra me e me la faccia che avrebbero fatto le sorelle Fontana davanti a tale affermazione. E dopo negli anni 50 il successo assoluto, nazionale e non solo, attrici vestite da loro. Gli abiti creati da Micol e le sue sorelle furono usati per le occasioni più svariate, dai matrimoni delle celebrità ad addirittura gli Oscar. Le tre stiliste vestiranno Gina Lollobrigida, Liz Taylor, Audrey Hepburn, Barbara Stanwyck, Grace Kelly, Jacqueline Kennedy, Joan Collins, Ursula Andress, Soraya, Anita Ekberg e Ava Gardner. Un successo internazionale, voluto fortemente, lavorando sodo.





E dopo la morta della figlioletta adorata, mancata per una malattia che oggi debelliamo, il tifo. Il lutto, la sofferenza, la solitudine e infine la rinascita, un nuovo progetto, vendere gli abiti in America. E finalmente, l'amore, quello vero, non quello che l'ha usata e abbandonata, l'amore protettivo che ha saputo aspettare per averla.
Più ci penso e più capisco che noi quella tenacia non c'è l'abbiamo, noi siamo seduti e sogniamo di realizzare i nostri progetti ma poi perdiamo le ore su facebook, su instagram e su youtube, speriamo che qualcosa bussi alla nostra porta dicendoci "Ehi, tu sei bravo, diventerai ricco".




Per molti ormai il sogno non è importante, è il profitto quello che conta. Un'autocritica profonda alla nostra generazione che non sa o non vuole capire come si ottengono le cose. 
Di una cosa sono certa, come modello di riferimento io voglio donne come le sorelle Fontana, e voi?