sabato 19 settembre 2015

LE CAZZ***E DEL MINISTRO FRANCESCHINI


Gli addetti al Colosseo scioperano e si grida allo scandalo. Renzi twitta : "Non lasceremo l'Italia in mano ai sindacati" Franceschini aggiunge :"Assemblea al Colosseo e turisti fuori in fila. La misura è colma: oggi proposta musei come servizi pubblici essenziali".
La cosa che mi fa più ridere è che il caro Fraceschini pretende che i musei siano servizi pubblici essenziali quando però lo stato se ne frega totalmente di come procedono le cose. Amettiamolo, tutti che vogliono "valorizzare" l'arte italiana, ma che poi non vogliono spendere nemmeno un soldo. Franceschini chiede che i musei siano considerati come servizi essenziali, il problema che a differenza di un ospedale dove medici e infermiere sono pagati, gli pseudo dipendenti museali sono per il 70% stagisti, tirocinanti e volontari, ossia sinonimo di schiavi. "L'arte in Italia è una cosa seria, è un orgoglio nazionale, ma non pensate di essere pagati per lavorarci!" 

Ma io mi domando, ma le porcate di idee, le cagate che elabora il Ministro Franceschini, gliele suggeriscono o sono tutte frutto del suo sacco? 
Quando è stato scelto da Renzi e sentendolo parlare ci ho sperato sul serio, invece poi, non ci sono state altro che assurdità su assurdità. 

La prima cagata?
"Facciamo lavorare i giovani laureati! 500 posti di lavoro nei Beni Culturali". Oh finalmente, un posto fisso dove le competenze apprese funzioneranno....
Poi...vai a vedere bene e noti che per essere selezionati devi avere laurea breve più laurea specialistica, durerà qualche mese, max un anno, lo stipendio sarà di 500 euro.
Cazzo Franceschini complimenti, ottimo lavoro proprio una genialata, così si risolvono i problemi! Ma veramente pensano di prenderci per il culo così?  

Dopo di che, (seconda cagata)  invece di pensare, che basterebbe snellire la burocrazia, inserire un ufficio marketing in ogni struttura museale, (così da poter assumere personale). Decide che persone competenti, studiosi accreditati non vanno bene, che ci vuole una nuova guida direttiva e indice un bando cambiando i direttori dei più importanti musei italiani. Ma sì in fondo ha ragione, qua non ci vogliono persone come Paolucci! Abbiamo bisogno di boss, gli espertoni di management. Certooooo.
E perchè no, nella sala degli Uffizzi, a fianco alla Primavera di Botticelli, un bel ristorante cinque stelle, si ci sta bene! Al piano di sotto una palestra all'ultima moda. Meno curatori più pr! Ma si, in fondo è un bene mettere un ristorante, così quando la Primavera di Botticelli sarà prestata a qualche museo arabo o orientale, al suo posto metteremo un bello schermo interattivo, così riusciremo a distrarre i turisti che sono venuti a Firenze proprio per vedere capolavori assoluti. E gli archeologi servono? No, figure sopravvalutate, un laureato in economia ci serve, pazienza se poi qualche roba vecchia si rompe. 
Perchè non facciamo a Brera un corso di yoga con massaggio ayurvedico? Si dai lo poniamo di fianco a Caravaggio, funziona bene. 
E se provi a opporti sicuramente diranno :" Scherzi vero? Guarda che all'estero funziona già così!"
La cosa più triste è che, durante una conferenza a Milano, la direttrice del Centro Pompidou di Parigi, alla domanda : " Come fa un museo ad avere successo?" lei rispose " Non vogliamo avere un museo che non badi alla qualità, studiamo le nostre mostre per più di 4 anni, abbiamo un calendario settennale. Non crediamo nei direttori o curatori manager, semplicemente lo stato principalmente e secondariamente i privati ci sovvenzionano." 
Tristezza infinita....

Ultima ideona del ministro? Creiamo un'idea per Expo! Un sito bello, innovativo, come lo chiamiamo? 
Immagino già un equipe di cervelloni che si guardano e poi dicono si trovato!: "Verybello", tutti felici di questa pensata, per avvicinare la gente al mondo dell'arte! Eh un nome più stupido? Pizza, Mandolino, Verybello, e cosa altro? ah si! Pasta, mafia! Tanto noi italiani siamo questo, w il padrino...

venerdì 18 settembre 2015

PIERLUIGI SLIS ALLA GALLERIA ResPUBLICA


Inaugura il 26 settembre alla Galleria d'Arte Democratica ResPUBLICA una mostra personale sull'arista Pierluigi Slis dal titoto We destroy what we love more. 
Curata da Dermis Léon, l’esposizione presenta una serie di cicli pittorici: Artisti, Armature e Terre Fragili che mostrano la continuità perseguita dall'artista nel processo di decostruzione dell’immagine. Slis, infatti, pensa la sua ricerca artistica come mezzo di consapevolezza, raggiunta spesso attraverso la pratica del distacco e della distruzione. Dai frammenti di tela ottenuti, in seguito al disfacimento di lavori precedentemente realizzati, l'artista dà vita a una nuova opera: un collage di forme e immagini dove la luce e l’ombra diventano le vere protagoniste.



Pierluigi Slis (Wuppertal, 1974) vive e lavora a Revine Lago (TV). La strada e il writing sono i suoi principali territori di interesse: è tra i fondatori del collettivo di artisti “La Kremeria Art Group” con cui ha realizzato imponenti opere murali di Aerosol Art.
Il suo lavoro pittorico, installativo e performativo è stato presentato durante numerosi festival e all'interno di importanti istituzioni pubbliche tra cui si ricordano i giardini della Reggia di Venaria Reale (TO), la New York University, la 54. Biennale d’Arte di Venezia, il Festival Comodamente a Vittorio Veneto (TV), il Verona Reload e il Gaenge Viertel di Amburgo.




Pierluigi Slis. We destroy what we love more
26 settembre – 18 ottobre 2015
Inaugurazione sabato 26 settembre ore 18.00
Ingresso: libero
Orari: mercoledì - domenica 10.00/12.30 – 15.00/19.00

Tel/Fax: +39 011 / 45 93 335 – Gsm: +39 338 / 76 62 473

Piazza della Repubblica 1/E – Venaria Reale (TO-IT 10074)

mercoledì 16 settembre 2015

VISITE DA RECORD AL MUSEO EGIZIO DI TORINO


Il Museo Egizio di Torino ha inaugurato il nuovo allestimento solo 5 mesi fa e ha già ottenuto 500.000 visitatori. E' il nuovo prototipo di un museo di arte antica che sfrutta la tecnologia per regalare un'esperienza che sia insieme godibile e didattica. Insegna, ma lo fa appassionando il visitatore. Non è mai monotono, ma soprattutto non si avvale della tradizionale esposizione di ordine cronologico, ed è proprio questo che lo contraddistingue. Un dato rivoluzionario per un museo che si occupa di archeologia. La cronologia, fondamentale per la conoscenza, viene messa in secondo piano assecondando i macrotemi scelti. Questo permette un percorso nuovo, originale, affascinante e per nulla scontate.


Altra nota positiva è l'audioguida compresa nel biglietto di ingresso. Si tratta di un apparecchio dotato di presentazione da parte del direttore del museo Christian Greco, dove si spiegano, in poche parole, la storia del museo e l'incipt del percorso che si intraprenderà. In più ogni sezione è dotata di un approfondimento facoltativo.



E ora arriviamo alla chicca la Galleria dei Re, che vuole fare spettacolo, ma che lo fa così tanto bene da essere fatto intelligentemente e sapientemente. Sotto un cielo stellato dormono i faraoni custoditi dai loro dei egizi. Non ci sono altre parole se non fare un accento sul meraviglioso allestimento. 
Non resta altro che andarlo a visitare, non ve ne pentirete. 




sabato 12 settembre 2015

UN VIDEO MAGICO, ENTRA NEI QUADRI DI VAN GOGH




Avete mai sognato di essere dentro a un quadro? Quale magia sarebbe poter essere negli ambienti creati dai vostri artisti preferiti! A dar vita alle opere di Van Gogh ci ha pensato Luca Agnani, classe 1976, che grazie all'utilizzo della tecnica di video mapping ha potuto realizzare questo video. In pochi mesi il video è diventato virale tanto da essere presentato ad Amsterdam, su invito del Van Gogh Museum. Un'occasione unica per andare al di la del quadro, al di la della tela. Quasi respirando la stessa aria della città di Ales, di essere dentro ai capolavori di un genio dell'arte. 



giovedì 10 settembre 2015

INTERVISTA ALL'ARTISTA ALICE CASTIGLIONE. LA FORZA FEMMINILE NELL'ARTE



Una delle cose che mi piace di più dell'arte contemporanea è la moltitudine di modi che gli artisti trovano per esprimersi, dai più tradizionali come pittura e scultura, fino ad arrivare alle performance e alla video arte. Non è detto che un artista debba per forza lavorare con un solo genere, ma anzi, può sentire di dover usare diversi materiali, supporti, ecc..
E' questo il caso della seconda vincitrice del contest OUTARTLET GALLERY, Alice Castiglione, che con la sua arte ci fa capire che i temi universali, archetipi, che sono dentro ad ognuno di noi, possono essere manifestati con le tecnologie odierne.
Quando Alice lavora pratica come un rituale, è un rito che supera i confini delle religioni ma entra in quello dei principi primi. Domande universali, primitive, energetiche, che ricollegano tutte gli uomini e tutte le donne, e come? Grazie alla terra, al mondo, e all'uomo che si mette in discussione e prova a ritrovare quel collegamento preistorico. Quando l'ho intervistata ho subito capito quanto, queste tematiche, per lei, fossero fondamentali e impossibili da modificare. 

Vi lascio all'intervista!



1) Quando hai deciso che volevi fare l'artista? 

Non ho capito di voler fare l'artista, fondamentalmente è stato più un processo di presa di coscienza, un modo di percepire il mondo, di ricordare eventi o situazioni. Io ragioni per immagini, che siano essere ferme o in movimento. Alcuni mesi fa, mia madre mi ha mostrato i miei primi disegni; erano delle faccine riconoscibili, molto simili agli smile. Avevo 15-18 mesi, crescendo, poi, ho acquisito la consapevolezza che il disegno e successivamente gli altri medium, erano il mio modo di comunicare con il mondo.


2) Come è nato il tuo rapporto con la video arte?

Il rapporto con la videoarte è nato perchè era fisiologico che nascesse: dal disegno/pittura sono passata alla scultura/installazione ma avevo delle necessità narrative che un'immagine immobile non può rendere. La mia linea tra la videoarte-performance e teatro sperimentale su base brechtiana è terribilmente sottile.



3) Ti sei mai sentita influenzata dall'ambiente in cui vivevi?

Gli ambienti in cui ho vissuto mi hanno sempre lasciato un'impronta perchè è nello scambio e non nella staticità che si trova la cosiddetta "ispirazione" dalla Spagna alla Romania, viaggiando ho sempre tenuto qualcosa e lasciato qualcosa. In tutto c'è un equilibrio che deve essere mantenuto. Nascere a Palermo per me ha significato prendere coscienza. E' stato fondamentale, anche tramite le lotte di piazza, gli scontri in famiglia, per affermare la mia identità di donna libera e libera pensatrice. Non mi è mai interessato far vedere quanto sono brava a fare gli esercizi di chiaroscuro, sono più interessata a una guerriglia estetica che abbia come fine la presa di coscienza delle donne e della loro intrinseca sorellanza, il rapporto tra la donna e la Terra è molto stretto, anche se molti/e non ne hanno più memoria.




4) Mi ricollego alla tua risposta, e ti dico che dalla tue opere si sente spesso il tuo voler essere in contatto con le energia, con la terra, anzi con la Madre Terra è così?

La poetica delle mie opere si basa molto sulle scoperte archeologiche di Marija Gimbutas, sulle simbologie appartenenti alle varie culture e le reminiscenze arcaiche che abbiamo ancora oggi rispecchiabili in società. Il nesso con la presa di posizione rispetto alla società fallocentrica è netto e ben visibile, credo che il mio voler essere in contatto con la Madre Terra è strettamente connesso a tutto ciò in cui credo: il rispetto per la vita e la morte, per il cibo, per la terra su cui camminiamo e su cui hanno camminato e cammineranno altri dopo di noi, la libertà dell'individuo e la sua autodeterminazione.



5) Molto spesso i tuoi lavori sono come una sorta di rituale, penso a "Circle of death and rebirth", fatta per la mostra ad Ancora, vuoi spiegarci l'opera?

"Circle of death and rebirth è il mio piccolo manifesto. E' un percorso che il viaggiatore fa senza l'ausilio della vista, ricreando gli spazi e l'ambiente circostante, prima nella mente. E' un'opera in opensource, un'installazione a cui possono partecipare più artisti contemporaneamente. L'incontro con l'archetipo della Grande Madre non è rappresentato ma interpretato come anche lo spirito guida, tutti gli elementi hanno una simbologia che i diversi artisti possono interpretare lavorando alle installazione che comporranno la scenografia finale. Questo fa si che il risultato non sia mai lo stesso, mantenendo uno scheletro compositivo e simbolico unico all'interno dell'opera, inoltre tutto è fruibile: tutti i sensi sono coinvolti, è pensata per essere fruita da persone affette da cecità. Se l'arte deve essere di tutti almeno cerchiamo di farlo bene! Bendando tutti si crea per il tempo necessario una sorta di livella che metti tutti sullo stesso piano. Sono stata criticata da qualcuno per l'uso del sangue animale (sempre controllato e rilasciato dall'azienda sanitaria) ma non me ne curo perchè è parte di una simbologia precisa, nulla di satanico, è riferito al concetto di un alleanza che possiamo riscontrare in più culture e religioni (si pensi al cristianesimo simbolicamente, come corpo di cristo). Per questo sono stata felicissima di collaborare con il Museo Omero, e specificatamente, con Chiara Ludolini, curatrice della mostra ma anche artista e collega, che mi ha dato la possibilità di sperimentare per la prima volta sul pubblico quest'opera.



6) Trovo molto interessante il tuo modo di raccontare il mondo femminile, a volte sembra che tu voglia cercare di raccontare la natura primordiale della donna, quella più arcaica, senza volgarità Che ruolo ha la donna nel tuo lavoro? 

La donna ha un aspetto del tutto centrale, io sono una donna ed è con gli occhi di una donna che guardo il mondo, il mio messaggio è che chi fa arte dice qualcosa volente o nolente. Noi artisti giovani dovremmo essere l'avanguardia culturale non campare di rendita finendo nel vortice del Gattopardo. Ho apprezzato molto il concept del PlopEgg di Milo Moiré, per esempio molti, soprattutto nell'abiente di coloro che osservano l'arte ondeggiando l'oliva nel Martino hanno detto di lei che è un modo di mettersi in mostra e grazie ad internet ho potuto leggere dei commenti sconvenienti. A queste persone vorrei dire che l'arte è fatta di contatto con il proprio io e il rapporto con l'esterno. Lei sta dicendo qualcosa con quell'azione. Siamo donne e artiste, va bene così, fa parte della rottura dei costrutti, delle strutture. 



7) Hai qualche progetto in futuro?

Sono appena tornata dall'esposizione londinese #tribe15, organizzata da Crom-art, penso di stare ferma un paio di mese e lavorare per mettere da parte un pò di soldi per poi dedicarmi un anno intero esclusivamente all'arte.





8) Ultima domanda, quella che faccio a tutti: Che cos'è l'arte?

Credo fermamente che sia un mezzo non fine. L'arte tramite le emozioni è un mezzo per migliorare la nostra vita. Bisogna allenare gli occhi di chi guarda.

Grazie e lascio ai nostri lettori il tuo sito internet





lunedì 7 settembre 2015

SEI UN ARTISTA? MERITI DI ESSERE PAGATO!


Ultimamente parlo con diversi artisti, designer, grafici, ecc... tutti lavori che entrano a pieno titolo nel macro insieme del "lavoro creativo". Troppo spesso loro sperano di ottenere qualcosa da me gratis, questo accade perchè anche loro, per i lavori che svolgono, solitamente non vengono pagati. Chiunque faccia qualcosa, chiunque sprechi il proprio tempo, deve ricevere qualcosa. Si va bene l'etica e la morale per l'arte ecc, ma tutti, proprio tutti, anche i grandi delle epoche passate venivano retribiuti. 
Se pago l'idraulico perchè mi sistema un guasto, se pago il panettiere perchè mi dia il pane, se pago tutti, perchè gli artisti non devono essere pagati? Perchè se organizzo o curo una mostra non devo essere pagato? 
Facciamo un grande lavoro, creiamo cultura, e senza di essa del mondo non resta molto. Ogni volta che qualcuno non pensa che un artista, un curatore, un blogger, un grafico, un designer, uno scrittore, insomma un creativo, non vada pagato, pensi a tutte le volte che guarda la pubblicità, i programmi televisivi ecc...da dove nasce tutto ciò? Dall'arte ovviamente, senza i creativi la vita sarebbe molto triste da sopportare, senza la fantasia, non si potrebbe pensare alle grandi scoperte, ai grandi progressi scientifici. E' tutto collegato. Chi pensa che un libro, un quadro, un articolo, non sia altro che spreco di tempo, allora non ha capito proprio nulla. Senza quello spreco di tempo, il resto non andrebbe avanti. 


Con la scusa di fare esperienza o di farci conoscere ci sfruttano, perchè è questa la parola esatta, veniamo sfruttati, chi come blogger, chi come giornalista alla prime armi, chi come critico, chi come designer, chi come come grafico, chi come scrittore, chi come musicista, chi come artista. 
E allora, cari amici che seguite questo blog, ci tenevo a dirvi, che il vostro lavoro vale, potete essere pagati, e chi pensa che il nostro lavoro non valga la pena di essere retribuito solo perchè più "astratto" rispetto ad altri, non vale la pena di essere preso in considerazione. 
Vi lascio con una frase di Henry Miller: "L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita"



sabato 5 settembre 2015

INTERVISTA ALL'ARTISTA MICHELINO IORIZZO. IL RITORNO AL CLASSICO NELL'ARTE CONTEMPORANEA


Nel mondo dell'arte contemporanea, molto spesso, tra una performance e un'installazione, ci dimentichiamo quanto sia piacevole e confortante la pittura, ma soprattutto il ritorno a "saper fare". Un'arte che si affida alla tecnica, che la conosce e riesce a farla sua. Ora come ora non avrebbe più senso dipingere come Caravaggio, Michelangelo o Leonardo, il tempo è ormai passato, ma la pittura no, quella non potrà mai sfiorire. Bisogna però essere in grado di dare emozioni con la tecnica, rifarsi al passato guardando sempre il presente. Michelino Iorizzo, con le sue opere e il suo stile, ci ricorda, che questo è possibile, che un dipinto ben fatto non è necessariamente una copia, ma che anzi è innovativo. Ebbene si, si può essere classici anche nel mondo di oggi, senza essere scontati e banali. Si può essere oltre al classico. 


Outartlet l'ha intervistato per voi

"Chi è Michelino Iorizzo?"

Michelino Iorizzo è un artista poliedrico che tratta diverse materie: tempera, olio, pigmenti, argilla, legno...come accadeva nella antiche botteghe dei grandi maestri. Guardando al passato, prende le antiche tecniche pittoriche riproponendole in chiave moderna, non tralasciando il messaggio contemporaneo dell'opera.


"Quando hai deciso che l'arte era parte integrante della tua vita e volevi fare l'artista?"

Fin da subito ho avuto l'dea di fare l'artista. Per me è sempre stata l'unica via, anche se difficile e tortuosa, sono felice di percorrerla...


"Quanto è stato importante nella tua formazione e nelle tue opere il contesto romano?"

Essere nato a Roma credo che mi abbia inconsciamente e poi fisicamente influenzato la visione e la percezioni artistica. Sono stato fortunato a studiare in questa città, con uno degli ultimi veri maestri dell'arte italiana.


"Osservando le tue opere non si può fare a meno di notare la maestria nella pittura e nel disegno, quanto è importante la tecnica per un artista? "

Per un artista la tecnica è l'alfabeto con cui esprime, senza diventa difficile descrivere la propria storia...


"Parlaci della serie dei ritratti e del mito"

La serie riguardante i ritratti è una mia personale visione del viso di alcuni miei cari, dove cerco di estrapolare quel qualcosa in più che va oltre la semplice riproduzione. Cerco di vedere e far vedere dove gli altri semplicemente guardano. I miti sono per me la linfa vitale della mia produzione artistica.


"Vuoi raccontarci qualche progetto futuro?"

Progetti futuri riguardano la serie "Corrupitio". Dal latino corruzione, intesa per me, come corruzione che ha il tempo sulla superficie pittorica e non solo....



e l'ultima, che faccio a tutti

"Che cos'è l'arte?" 

L'arte è.

mercoledì 2 settembre 2015

QUIZ: 20 ARTISTI CONTEMPORANEI DA RICONOSCERE

Quando si parla di arte moderna, può sembrare più facile, ma siamo sicuri di essere bravi anche con gli artisti contemporanei? Ecco a voi 20 artisti da riconoscere, alcuni più facili, altri meno. Buon lavoro! Come al solito i risultati alla fine nel quiz

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I risultati alla fine dei trattini
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1)Maurizio Cattelan 2)Carla Accardi 3)Vanessa Beecroft 4)Giuseppe Penone 5)Mona Hatoum 6)Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen 7)Luigi Ontani 8)Bill Viola 9)Yassin Raed 10)Gilberto Zorio 11) Anselm Kiefer 12)Dorothy Iannone 13)Antonio Biasiucci 14)Eva Marisaldi 15)Nino Longobardi 16)Giovanni Anselmo 17)Sol Lewitt 18)Luciano Fabro 19)Vettor Pisani 20)Damien Hirst