venerdì 29 aprile 2016

Quale mistero si cela dietro l'opera Amor sacro e amor profano di Tiziano?

Da circa mezzo secolo critici e studiosi si interrogano su uno dei dipinti più misteriosi di Tiziano. Quale allegoria si cela dietro la tela Amor sacro e amor profano dipinta nel 1514-1515 e ora conservata alla Galleria Borghese di Roma?


Il tema del dipinto che raffigura due donne, una vestita e una nuda, sedute a fronte, insieme a Cupido, è senz'altro, come lo stesso titolo ci fa capire, l'amore. Un amore diviso, un amore che cerca nella quotidianità un'equilibrio che è sempre precario. Questa precarietà, dovuta alle difficoltà, al contrasto della vita e della morte è dato dalle due figure femminili, Venere (donna nuda) e Prosepina (donna vestita). 


Realizzato per celebrare il matrimonio tra Niccolò Auelio, importante politico veneziano e Laura Baragotto, figlia del giurista Bertuccio che fu condannato a morte come traditore dal consiglio dei Dieci, ed il segretario del consiglio era Niccolò. Un matrimonio ostacolato e un quadro come allegoria della riconciliazione che gli sposi hanno dovuto incontrare.
Le difficoltà furono superate grazie alla mediazione di Amore e la persuasione di Venere. Prosepina, in questo caso, sarebbe la stessa Laura. La donna è infatti rappresentata con la vesta bianca e vermiglia, i guanti, la cintura con la fibbia, lo scrigno, il mirto, le rose tipiche della sposa e la coppia di conigli, simbolo di augurio per la futura prole. 


L'amore rende quindi possibile la trasformazione da morte, si noti il sarcofago utilizzato come fontana, a vita, una nuova vita per i due amanti. 

Fonte: Tratto dal testo critico di Augusto Gentili in I classici dell'arte, Rizzoli|Skira per il Corriere della sera

giovedì 21 aprile 2016

STONEWALL - Il film


Avete presente chi è questo signore? Forse i nomi "Indipendence day" e "2012" vi rinfrescheranno la mente. Il regista, re dei disaster movie, è tornato e questa volta si cimenta con un altro genere, che supera le barriere sociali e che investe lo spettatore di emozioni ed empatia. Roland Emmerich racconta una storia degna di essere narrata, racconta Stonewall.



Noi di Outartlet vi porteremo all'anteprima del film, in uscita nelle sale italiane il 5 maggio 2016. Ma di cosa parla Stonewall e perchè è così importante? Per capirlo, dobbiamo fare un viaggio nel tempo. Siamo alla fine degli anni '60, più precisamente nel 1969, a New York e i diritti degli omosessuali non esistono. Il clima che si vive è molto teso: due uomini sorpresi a baciarsi vengono prima picchiati e poi finiscono direttamente in prigione, la polizia, quotidianamente, irrompe nei locali per lgbt, li chiude con accuse che vanno dalla malcostume ad atti osceni in luogo pubblico. In tutta questa situazione c'è un locale, nel Greenwich Village, chiamato Stonewall Inn e in questo posto ci sono persone che credono fermamente nella libertà e nei diritti umani. Persone che daranno il via ad una rivoluzione che è ancora in corso, la lotta per l'uguaglianzaUna storia che non è ancora stata raccontata, una storia che riguarda tutti noi, perchè non esistono cittadini di serie A o di serie B, esistono le persone. 

Facciamo Coming Out insieme e il 5 Maggio andiamo tutti a vedere Stonewall. Intanto per farvi un'idea vi lascio qui il trailer.






Stonewall - Il trailer
“Il coraggio di pochi che ha cambiato il futuro di molti”. Da Roland Emmerich, regista di Independence Day e 2012, Stonewall dal 5 maggio al cinema. Coming Out
Pubblicato da Stonewall #abricktobuild su Venerdì 8 aprile 2016

giovedì 7 aprile 2016

Processi conflittuali


Il conflitto, soprattutto quello interiore è sempre presente e costante in ognuno di noi, veniamo influenzati da noi stessi, dalle nostre paure e dal mondo esterno. Siamo continuamente bombardati dalla società e dalle aspettative che ci impongono e ci imponiamo. Come avvengono questi conflitti? Possono mai terminare o sono in perpetuo mutamento? Qual è il nostro stato d'animo? 


A queste domande cercano di dare risposta gli artisti Michele Rinaldi e Chiara Louise, che con la mostra Processi Conflittuali, riflettono e ci fanno riflettere sull'importanza  dell'Io e sull'analisi. Da questo meccanismo si genera un introspezione che porta ad  una possibile, probabile guarigione. 


Se Chiara è più influenzata dal fenomeno della dualità, Michele è ispirato dalla molteplicità, come un giovane Pirandello scopre le maschere dei suoi personaggi, identificati in ognuno di noi, in tutto e in niente. 



E allora l'artista usa sapientemente il corpo, il messaggio tramite il gesto e irruente esplode: urla, si copre il volto con le mani, le alza, si arrende alla vita, al tormento e a se stesso. E' una lotta continua e interminabile, è appunto, un processo di un conflitto. 



Lo squarcio nel corpo, la sapiente tecnica e l'analisi profonda avviene anche nelle opere di Chiara che abilmente utilizza il disegno, il gessetto, la pittura. Lo fa in modo schietto, senza nascondersi, senza filtri, unisce l'onirico alla sua persona e non si ferma, continua un'incessante ricerca, ferma, coraggiosa e sicura. 


Vi ricordo l'appuntamento per questo week end allo spazio Due Metri Sotto Terra, Officine Roncalli, Vigevano. 
Pronti ad immergervi nei lati più profondi di vuoi stessi?