venerdì 13 maggio 2016

ABC DEL CONTEMPORANEO: STEFANO ARIENTI


Buongiorno Outartlisti, come state? Oggi ho deciso di continuare una delle rubriche più amante del blog: abc del contemporaneo. Questa volta parliamo di Stefano Arienti, nato ad Asola in provincia di Mantova nel 1961. 


L'artista "trasforma" gli oggetti più comune, soprattutto cartacei, come elenchi telefoni, fumetti, poster e orari di treni, insomma la carta usata quotidianamente cambia forma e oggettività, diventa arte. Arienti è interessato alla cultura di massa, a quelle immagini che implicitamente entrano nella vita di tutti noi lasciandoci inevitabilmente qualcosa nel nostro subconscio. 
Grazie a piccoli gesti come il piegare le pagine di un libro, il cancellare alcune parti di un manifesto o il ricalcare una sagoma conservandone solo alcuni punti, Stefano interviene proprio sull'immediata riconoscibilità dell'icona creando uno spiazzamento percettivo in chi osserva. 


Famosa l'opera Clint (1994-1995) dove l'artista interviene su alcune parti di un manifesto su cui è ritratta l'immagine di Clint Eastwood, cancellandone delle zone, la percezione del noto attore cambia e diventa inquietante, riconoscibile ma non conforme alla memoria. 
Arienti gioca sulle insicurezze e sulle debolezze della società. 


Chimica organica (1988) è composta da pagine piegate di un vecchio testo universitario che formano un serpente. L'opera viene posizionata di volta in volta in maniera differente a seconda dello spazio. L'aspetto più rilevante è il metodico processo distruttivo nei confronti dei libro. Il processo artistico diventa parte integrale dell'opera d'arte, è se stesso arte.



mercoledì 4 maggio 2016

Scanavino: una questione aperta




Sabato 14 maggio alle ore 18, nella sede di Piazza della Repubblica 1/E in Venaria Reale (TO), con la mostra Scanavino: una questione aperta, la galleria RESPUBLICA inaugura un progetto espositivo dedicato alle opere di uno dei grandi protagonisti italiani della stagione segnico informale del secolo scorso. Una riflessione sull’alfabeto pittorico e plastico di Scanavino che si sviluppa in un percorso di ventitre opere, ordinate da Riccardo Zelatore per documentare una campionatura significativa e offrire una piena comprensione dell’opera dell’artista ligure. 

Come già ebbe a scrivere Rachele Ferrario “(...) Pittura, scultura e ceramica diventano facce di una stessa medaglia, verifiche costanti di aspetti differenti di un’unica indagine: quella del fare, sull’agire con i segni e con i simboli”. La mostra, fortemente voluta da Alessandro Cacciola, riunisce opere su tela, su carta, ceramiche e bronzi, tutte provenienti da collezioni private e permette un’indagine profonda nel linguaggio e nella tecnica creativa di un autore di levatura internazionale. Pittura e pensiero, emozione e azione, coscienza e urgenza gestuale, rappresentano al contempo soggetto e oggetto dell’agire creativo di Scanavino. La rassegna torinese offre allo spettatore un’osservazione ravvicinata della sua pluralità espressiva e dei differenti esiti che si sono rincorsi in un quarantennio di indomita attività. 



Scanavino: una questione aperta 
14 maggio – 19 giugno 2016 
Inaugurazione sabato 14 maggio ore 18.00 
Ingresso: libero 
Orari: mercoledì - domenica 10.00/12.30 – 15.00/19.30